Il panorama videoludico degli anni ’80

Il panorama videoludico degli anni ’80

Gli anni ’80 rappresentano gli anni d’oro per i videogiochi, grazie alla popolarità a livello globale di giochi come Space Invaders e Pac-Man. Il mondo non faceva altro che parlare dei videogiochi e i ragazzini ci giocavano ossessivamente. Le riviste dedicavano al tema le copertine, canzoni come Pac-Man Fever di Buckner & Garcia alla radio parlavano della mania per i videogiochi. Il desiderio più grande dei bambini era possedere le console più famose o spiccioli da spendere nei cabinati delle sale giochi, dove gli adolescenti si sfidavano  per vedere chi raggiungeva l’high score. Una volta raggiunto, potevi inserire il tuo nome e apparire come il primo della lista, una grande conquista per quei tempi.

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I videogiochi e le console negli anni ’80

Gli anni ’80: il dominio americano

Nel 1961, un insegnante del prestigioso MIT creò il primo videogioco della storia, Spacewar!. Questo videogioco per computer PDP-1 aprì la strada all’incredibile sviluppo del settore che avrebbe caratterizzato i successivi anni ’70. Piccolo tip: se volete provare l’ebrezza di giocarci, al Computer History Museum a Mountain View (California) è conservato l’unico PDP-1 ancora funzionante. Le prime console realizzate  negli anni ’70 erano limitate a video in bianco e nero allestite nei locali pubblici, i prodromi delle future sale giochi. La grafica di questi primi esemplari era essenziale, il massimo esempio è Pong, prodotto dalla statunitense Atari come arcade nel 1972. Il gioco simula una partita di ping-pong; se non ci abbiamo mai giocato l’abbiamo sicuramente visto in film ambientati negli anni ’70. Sono questi anni a caratterizzare l’ingresso del videogioco nella marketing di massa, tuttavia ancora limitato rispetto agli sviluppi successivi negli anni ’80, anche a causa dei mezzi tecnologici ancora embrionali.

La crisi del 1983-1984

Tra il 1983 e il 1984 i videogiochi vissero una enorme crisi commerciale e il mercato subì un tracollo. Le motivazioni sono da ricercare nelle strategie di mercato stesse. Nel 1982 il mercato dei videogiochi si trovava in una situazione per cui era carico di prodotti di scarsa qualità, per cui  molta merce restava invenduta e veniva restituita ai produttori. Questi ultimi cercavano di riparare la falla immettendo nuovi videogiochi nella grande distribuzione. Nel Natale del 1982 i videogiochi vennero scontati pesantemente per smaltire i magazzini saturi, passando da un prezzo medio di 35 dollari a meno di 5 dollari a gioco. Nell’arco di sei mesi il settore sembrava estinto, con vendite prossime allo zero e un eccesso di prodotti disponibili. Vi è anche una leggenda metropolitana, forse confermata nel 2014 grazie a degli scavi nel deserto nel New Mexico, secondo cui l’Atari avrebbe sepolto gli avanzi dei magazzini nel deserto di Alamogordo.

nintendo

Gli anni ’80: la rinascita guidata dalla Nintendo

L’industria dei videogiochi aveva subito un pesante colpo e alla fine del 1983 era ormai ridotta all’osso, con un patrimonio di poche centinaia di milioni di dollari. Molte aziende erano fallite e il mercato americano non era più interessato alla distribuzione di videogiochi domestici. La storica azienda giapponese Nintendo, fondata a Kyoto nel 1889, era entrata nel mercato dei videogiochi nel 1974 come distributore. Nel 1977 produsse una serie di cinque modelli di console, le Color TV Game, commercializzate solo nella madrepatria.

game&watch

L’espansione della Nintendo negli Stati Uniti negli anni ’80

Nel 1980, l’azienda, guidata da Yamauchi Hiroshi, cominciò a espandersi negli Stati Uniti e fondò a New York la Nintendo of America. Nello stesso anno iniziò la produzione dei Game & Watch, le console portatili precorritrici del moderno Game Boy.  Nell’estate del 1983, in piena crisi del mercato dei videogiochi, in Giappone venne lanciato il Famicom, conosciuto all’estero con il nome di Nintendo Entertainment System. Negli anni successivi il NES conquisterà il posto d’onore di console più venduta in Giappone e oltreoceano grazie a giochi come Super Mario Bros., The Legend of Zelda e Donkey Kong. In quegli anni Nintendo dominava la scena, non solo nella madrepatria, ma anche a livello internazionale.

sega

Gli anni ’80: SEGA e il megadrive

Nel 1988 SEGA, in competizione con la connazionale e prolifica Nintendo, distribuisce in Giappone il Sega Mega Drive, conosciuto con il nome di Sega Genesis negli Stati Uniti. La console era un sistema a 16 bit con interessanti prestazioni grafiche e sonore, assenti nella concorrente Nintendo. La console era venduta con un controller e il gioco Altered Beast al prezzo di 179$. A differenza del precedente Master System di scarso successo, quest’ultima ebbe un grande successo internazionale. Tuttavia, negli anni successivi, in Giappone non riuscì a stare al passo con le due console concorrenti: il TurboGrafx-16 della NEC Corporation e il Super Nintendo Entertainment System.

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Gli anni ’80: il Commodore 64

Il Commodore 64 fu il primo home computer di grande successo, lanciato sul mercato nel 1982. Detiene il Guinness dei primati di vendite, tra i 10 e 17 milioni di pezzi. Il grande successo stava nell’intuizione del produttore sui motivi che portavano all’installazione di un computer in casa:  il divertimento elettronico. Era il desiderio di ogni bambino e si sa, ai bambini è difficile dire di no. Il computer soddisfava appieno le esigenze in termini di grafica e sonoro del pubblico e degli sviluppatori di videogiochi.

I videogiochi che hanno segnato una generazione

Abbiamo selezionato i 3 videogiochi più iconici degli anni ’80, quelli che abbiamo amato e che tuttora amiamo di più, gli intramontabili.

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Pac-Man (パックマン)

La origini negli anni ’80

Il pallino giallo più famoso del mondo nacque nel 1980 da un’idea di Iwatani Tōru. Spesso le invenzioni migliori si originano da idee semplici, illuminazioni: il creatore si fece ispirare da una pizza a cui era stata tolta una fetta durante una cena con amici. La software house giapponese Namco distribuì il gioco nel formato arcade nelle sale giochi. Inizialmente il gioco fu commercializzato con il nome giapponese Puckman, ispirato al gesto del protagonista di “chiudere e aprire la bocca”, pakupaku in giapponese. I produttori cambiarono il nome in Pac-Man per la commercializzazione negli Stati Uniti, iniziata nell’agosto dello stesso anno. I produttori erano preoccupati dall’assonanza con la parolaccia inglese Fuckman.

Il successo negli anni ’80

Il videogioco ebbe un grande successo e, per sfruttare questa popolarità, molte aziende misero in commercio numerosi prodotti a esso ispirati: erano tutti affetti dalla Pac-mania. Era la prima volta che un videogioco raggiungeva un successo tale. La sua fama non si esaurì negli anni ’80, anzi divenne un vero e proprio franchise. E’ tuttora famoso, e nel 2014 la Namco ha annunciato a sorpresa, in collaborazione con Nintendo, il ritorno del personaggio di Pac-Man in Super Smash Bros. per Nintendo 3DS e Wii U.

Una cosa interessante sul videogioco: Il punteggio più alto raggiungibile a Pac-Man è di 3.333.360 punti: un bug nel codice del gioco impedisce di oltrepassare il 256º livello. Per raggiungere il “punteggio perfetto” bisogna mangiare in tutti i livelli di gioco tutte le pillole, i fantasmi blu e i bonus che compaiono.

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Mario Bros. (マリオブラザーズ )

La serie

La serie Super Mario è un vero e proprio colosso nel panorama videoludico, con oltre duecento videogiochi. Con ben 856 milioni di copie vendute in tutto il mondo, ha il primato di serie di videogiochi più venduta e conosciuta al mondo. L’idraulico baffuto è stato sfruttato il più possibile e sono state create anche delle serie spin-off come Mario Kart, Mario Party e Luigi’s Mansion.

Le origini negli anni ’80

Ma quando è nato Mario? Il primo gioco in cui è apparso il nostro amato protagonista italo-americano è Donkey Kong, altra serie di videogiochi di grande successo. Nella versione arcade del 1981, Mario si chiamava Jumpman e doveva salvare una fanciulla in pericolo, minacciata dal gorilla Donkey Kong. L’anno successivo interpreta per la prima volta la parte del “cattivo” nel videogioco Donkey Kong Junior. Nel 1983 il nostro affezionato eroe appare per la prima volta in coppia con il fratello Luigi nel videogioco arcade Mario Bros., primo titolo della serie Mario. Nel 1985 il piccolo idraulico svolge la sua prima missione nel mitico Regno dei Funghi. Il successo di questa serie è duraturo al punto che anche i millenial conoscono l’idraulico con il cappello rosso!

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Bubble Bobble (バブルボブル)

La trama

Nell’agosto del 1986 l’azienda giapponese Taito produsse il videogioco arcade platform Baburu Boburu. I protagonisti sono due piccoli draghi di nome Bub e Bob, e la loro particolarità è quella di sputare bolle. Lo scopo dei due fratelli è completare tutti i 100 livelli del gioco per poter poi affrontare il cattivissimo Super Drunk che ha rapito le loro fidanzate. Il segreto di questi due draghetti è che prima erano in forma umana, ma sono stati trasformati in animali dal loro acerrimo nemico. Con la conclusione del gioco i due fratelli possono ottenere un lieto fine: ritornare in forma umana e riunirsi con le fidanzate e i genitori.

Il successo negli anni ’80

Bubble Bobble rientra tra i titoli più convertiti in assoluto. La modalità di gioco con la possibilità di cooperazione tra due giocatori, unita all’immensa quantità di segreti, bonus e possibilità di gioco strategico ne hanno fatto uno standard di valutazione per tutti gli altri platform game. La sua popolarità dipende anche dall’essere primo videogioco caratterizzato da un finale multiplo. Il tema musicale è uno dei più memorabili: i ragazzini che entravano nelle sale giochi lo riconoscevano immediatamente.

Curiosità: Nel 1996 la Taito ha comunicato di aver smarrito il codice sorgente originale di Bubble Bobble a seguito di una riorganizzazione e i programmatori hanno dovuto lavorare sul codice disassemblato del programma, giocando anche le varie conversioni per home computer.

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Un ritorno dagli anni ’80

La serie tv Stranger Things, distribuita da Netflix nel 2016 e molto popolare tra i millenial, ci riporta negli anni ’80. La serie rappresenta al meglio quegli anni, quando i passatempi dei ragazzini erano i giochi di ruolo fantasy e le sale giochi con i videogiochi arcade. I protagonisti giocano a Dragon’s Lair, videogioco arcade pubblicato nel 1983 da Cinematronics. Il successo raggiunto negli anni ’80 e il fascino retro di quei videogiochi rimangono inalterati anche nel 2020, e non sono pochi gli appassionati di retrogaming. Se volete sapere di più del fenomeno del retrogaming e conoscere quali sono le console che vi permettono di farlo, seguite il nostro sito, prossimamente pubblicheremo un articolo che ne tratterà!

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