Le 10 sigle italiane più famose

Le 10 sigle italiane più famose

Sigle che sono entrati nei nostri cuori e che, anche a distanza di anni, rimangono indelebili, trasportandoci ogni volta indietro nel tempo in un vortice di ricordi.

Vere e proprie canzoni che hanno segnato la nostra infanzia e non solo. In questa lista, ben lontana dal rendere giustizia a tutti i grandissimi pezzi composti e cantanti, noi di NipPop vi proponiamo alcuni dei titoli più famosi e conosciuti dal grande pubblico, ma anche sigle dall’enorme impatto emotivo che hanno segnato intere decadi.

Lady Oscar

“Grande festa alla corte di Francia/C’è nel regno una bimba in piú/Biondi capelli e rosa di guancia/Oscar ti chiamerai tu!”

Forse una delle intro più famose dell’intera produzione musicale legata agli anime, la sigla di Lady Oscar è sicuramente il titolo più adatto per aprire questa lista.  Composta e cantata da Riccardo Zara e dai suoi I Cavalieri del Re, la canzone è stata pubblicata come singolo nel 1982, ottenendo un successo immediato. L’anime, tratto dal manga di Ikeda Riyoko Berusaiyu no bara (Le rose di Versailles), veniva trasmesso in Italia sulle reti Fininvest. Nonostante l’iniziale fiasco in terra natale, Lady Oscar riesce a conquistare immediatamente il pubblico italiano, in parte grazie anche alla sua sigla, tanto bella quanto indimenticabile.

Dragon Ball

Dragon Ball e le sue sigle  hanno avuto il merito di lanciare Giorgio Vanni nella carriera da solista. La prima sigla risale al 1999 mentre la seconda, lanciata con il titolo What’s my destiny Dragon Ball, e la terza risalgono al 2000 . L’interpretazione delle sigle fu affidata a Giorgio Vanni in seguito al passaggio su Italia 1 della serie animata; infatti, per le prime due edizioni italiane trasmesse su Junior Tv si erano mantenute le sigle di opening e di ending originali, ovvero Makafushigi adventure di Hiroki Takahashi e Romantic ageru yo di Ushio Hashimoto. Nonostante ciò, le sigle di Dragon Ball (in particolare le prime due) hanno indubbiamente segnato il passaggio tra gli anni ’90 e i 2000, contribuendo a fare dell’anime uno dei più seguiti in Italia.

Ufo Robot Goldrake

UFO Robot Goldrake, conosciuto in Italia come Atlas UFO Robot, è probabilmente uno degli anime mecha più famosi della storia. In Italia la fama dell’anime, tratto dall’omonimo manga di Nagai Gō, è stata senza dubbio alimentata dalla famosissima sigla del 1978 scritta da Luigi Albertelli su musica e arrangiamento di Vince Tempera, Ares Tavolazzi e Massimo Luca, cantata dal gruppo Actarus. La prima, iconica sigla a oggi ha venduto oltre settecentomila copie, mentre la seconda ha raggiunto il tetto del milione. Un pezzo inciso indelebilmente non solo nella memoria di chi l’anime l’ha seguito sulle reti RAI, ma anche delle nuove generazioni, abituate alle opening giapponesi originali.

Capitan Harlock

Trasmessa per la prima volta su Rai 2 nel 1979, la serie dedicata a Capitan Harlock e alle avventure dell’Arcadia è diventata immediatamente parte dell’immaginario comune. La sigla d’apertura riporta nuovamente i nomi di Vince Tempera e Luigi Albertelli, accompagnati dall’interpretazione de “La banda dei bucanieri”. Il brano ha da subito riscosso un successo sorprendente, scalando in breve tempo le classifiche. Nonostante alcune censure dovute alle norme dell’epoca, la sigla di Capitan Harlock rimane un capolavoro indiscusso anche ai giorni nostri.

Heidi

Come tralasciare uno degli anime più famosi della storia e la sua sigla indimenticabile? La dolce Heidi ha rubato i cuori di milioni di spettatori fin dalla sua prima apparizione italiana nel 1978. Il 45 giri della sigla uscì lo stesso anno: era cantata da Elisabetta Viviani e scritta da Franco Migliacci, su musica originale di Christian Bruhn. La polarità della canzone oltrepassò il milione di copie vendute, un traguardo senza ombra di dubbio degno di nota.  Il compositore ha collaborato anche nella realizzazione della sigla tedesca dell’anime, cantata da un duo bavarese. Come dimenticare i monti che sorridono, le caprette che fanno ciao e il divertente holalaidi? Semplicemente impossibile.

Rossana

Il duetto più celebre della coppia Cristina d’Avena – Giorgio Vanni è sicuramente Rossana, sigla dell’omonimo anime. Kodocha (Il giocattolo dei bambini), titolo originale del manga shōjo di Obana Miho, arriva sulle televisioni italiane nel 2000, introdotto dalle voci più famose degli ultimi vent’anni. I contrasti tra il mondo femminile di Rossana (Sana) e quello maschile di Heric (Akito) sono rappresentati attraverso dibattito musicale tra Cristina d’Avena e Giorgio Vanni, aperto dal celebre battibecco: “Qui nella nostra classe abbiamo un gruppo di ragazzi che trattan gli insegnanti come fossero pupazzi/Ragazze state buone altrimenti la pagate perché a noi piace far così perciò non v’impicciate”.

Remi

Tornano i testi di Luigi Albertelli e l’arrangiamento di Vince Tempera anche per questo immenso capolavoro. Remi – Le sue avventure è un anime del 1977 tratta dal romanzo Senza famiglia di Hector Malot, trasmesso in Italia per la prima volta nel 1979 su Rai 1. La voce che ci ha regalato questa sigla indimenticabile è quella di Giampi Daldello, accompagnata da I ragazzi di Remi. Un anime che ha commosso un’intera generazione, reso immortale da una canzone rimasta incisa nei nostri cuori.

Occhi di gatto

Nel 1985 Cristina D’Avena ci regala una delle sigle più famose della sua carriera. Scritta da Alessandra Valeri Manera con la musica di Ninni Carucci, la sigla ha accompagnato la versione italiana dell’anime sin dalla prima trasmissione televisiva. Tratto da uno dei manga più famosi di tutti i tempi, racconta le avventure delle tre sorelle Kisughi (Tashikel nella versione italiana), e ottiene un immediato e indiscusso successo a livello internazionale. Impossibile dimenticare il celebre ritornello È questo il nome del trio compatto/Son tre sorelle che han fatto un patto!

Pollon

Tratto dal manga di Hideo Azuma (autore anche di Nanà SupergirlPollon arriva in Italia nel 1984, due anni dopo rispetto al Giappone. Fin dalla sua prima apparizione televisiva, Pollon (tradotto C’era una volta…Pollon nel nostro paese) non ha mai smesso di viaggiare attraverso le varie reti televisive, diventando un classico dell’animazione. Ad aprire le avventure della piccola dea dai boccoli dorati è la voce di Cristina D’Avena con la sua Pollon combinaguai, raccolta nell’album Fivelandia 2.

Lupin III

Uno dei franchise più longevi, un capolavoro dell’animazione, icona che non passa mai di moda. Il manga omonimo di Monkey Punch ha avuto numerose trasposizioni televisive e cinematografiche, ognuna delle quali accompagnata da sigle che hanno fatto la storia. Tra tutte le canzoni di apertura è quasi impossibile sceglierne una più significativa di altre, perciò per chiudere questa lista ecco ben due sigle che sono rimaste indelebili nella memoria di tutti. Unica nel suo genere, Lupin III – Fisarmonica è il titolo della celebre canzone dell’orchestra Castellina-Pasi, composta da Migliacci e Micalizzi nel 1982, sigla della seconda serie anime, Le nuove avventure di Lupin III. Il ritmo ricorda il classico valzer, accompagnato dalla voce di Irene Vioni. Per la terza serie invece è stata usata l’altrettanto famosa sigla Lupin, l’incorreggibile Lupin, cantata Enzo Draghi con la partecipazione di Simone D’Andrea, scritta e composta da Alessandra Valeri Manera e Ninni Carucci.

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