“L’estate in cui Hikaru è morto”

“L’estate in cui Hikaru è morto”

“Forse questo sentimento non è né amore né amicizia ma è quello che provo. E non quello che prova Hikaru. Quello che provo io, io mostro.”

Hikaru e Yoshiki sono due amici d’infanzia che vivono in un piccolo villaggio rurale.

I due trascorrono molto tempo insieme e non è difficile per Yoshiki notare che c’è qualcosa di diverso in Hikaru. Chi ha davanti infatti, non è più il suo amico ma un’entità soprannaturale con la sua stessa voce e sembianze. 

L’estate in cui Hikaru è morto (光が死んだ夏) è un manga che si muove tra horror psicologico e slice of life, scritto e disegnato da Mokumokuren – pseudonimo dietro cui si cela l’autore o l’autrice dell’opera. 

Il manga, ancora in corso, è pubblicato dalla casa editrice Kadokawa Shoten sul sito Young Ace Up dal 31 agosto 2021, in Italia invece è distribuito dal 28 giugno 2023 da J-Pop.

La serie ha riscosso fin da subito grande successo, nominato ai premi Manga Taisho e Next Manga Award e vincitore nella categoria dei migliori manga per un pubblico maschile di Kono Manga Ga sugoi! 2023.

 

I protagonisti di questa storia tanto inquietante quanto coinvolgente, sono Hikaru e Yoshiki, grandi amici d’infanzia uniti da un legame molto forte, che vivono in un villaggio rurale isolato e con pochi abitanti. Yoshiki è un ragazzo solitario e silenzioso, dai capelli neri e dal viso decorato da diversi nei caratteristici. Hikaru è il suo opposto, vivace ed estroverso, con i capelli bianchi e un grande sorriso. Seppur così diversi hanno trovato un loro equilibrio, stanno bene insieme. Tra i due sembra esserci anche un potenziale romantico che però non è mai reso troppo esplicito, lasciato alla libera interpretazione di chi legge.

 

Quell’apparente tranquillità prende una piega inaspettata quando Hikaru, dopo essere andato a fare un’escursione da solo in montagna, scompare per giorni e nessuno ha più sue notizie; viene poi ritrovato, torna a casa dalla madre, ricomincia ad andare a scuola e ad uscire con i suoi amici, Yoshiki compreso. Riprende a vivere come se nulla fosse successo, perché per lui è proprio così: non ricorda nulla di cos’è accaduto in quella montagna, o almeno così dice.

 

È estate, i due sono seduti l’uno accanto all’altro, sudati e con il frinire delle cicale da sottofondo. Sono passati sei mesi da quando Hikaru è tornato ma Yoshiki sa che c’è qualcosa di strano, di diverso. Yoshiki confessa ad Hikaru di non riconoscerlo più, dando voce al dubbio che pesava sul suo cuore da tempo.  

 

“Ma…Come? Eppure la mia imitazione dovrebbe essere perfetta.” 

 

 

“Hikaru” rivela a Yoshiki che ha preso possesso del corpo dell’amico, morto sulla montagna. È così che si apre l’opera, immergendo fin da subito il lettore nella trama della vicenda, incuriosendolo su cosa sia effettivamente successo e sulle origini di questa entità. 

 

Yoshiki decide di restare insieme a lui- o a quella cosa che ha le sembianze del vero Hikaru, piuttosto che accettare la sua perdita e rimanere solo. Il dolore sarebbe troppo forte.

“Ormai Hikaru non c’è più. Piuttosto che non averlo con me mi va bene anche un’imitazione.”

 

Cos’è quindi davvero quest’entità soprannaturale? Uno spirito? Un mostro? 

Yoshiki decide di aiutare “Hikaru” e i due iniziano ad indagare, venendo così a scoprire diversi segreti inquietanti sul passato e le tradizioni del villaggio. Mano a mano che la storia si snoda e si infittisce, diventa sempre di più un puzzle da risolvere. 

Tanti sono i dubbi e poche le certezze, una su tutte: da quando “Hikaru” è tornato strani incidenti accadono nel villaggio e misteriose entità iniziano ad apparire. 

 

L’orrore nell’opera non è tanto negli spiriti che compaiono all’improvviso, né nel loro aspetto minaccioso, ma è nella paura del cambiamento e della solitudine, di quando chi amiamo diventa “altro”. È una paura che si insinua lentamente nelle pagine, qualcosa di inquietante che non si può fermare, è lì e accettarlo non è facile. Le apparizioni delle figure mostruose sembrano avere la funzione di dar forma a questo senso di inquietudine e di terrore che è in crescendo. L’atmosfera è angosciante e oscura, che permane anche nei rari frammenti di leggerezza. L’estate in cui Hikaru è morto tocca e analizza tematiche importanti e profonde quali il lutto, Il senso della vita e della perdita d’identità, che sono centrali nell’opera e su cui spesso i protagonisti si interrogano, coinvolgendo il lettore nei loro mille dubbi. 

 

 

L’atmosfera e l’ambientazione della storia sembrano richiamare il folklore giapponese: il villaggio in campagna dove vivono Hikaru e Yoshiki, il caldo torrido dell’estate e luoghi pericolosi pieni di mistero. Lo scambio di Hikaru con qualcosa di “altro” ricorda la tradizione degli yōkai o dei mononoke, spiriti o creature che possono impossessarsi degli esseri umani. Lo stesso pseudonimo del mangaka “Mokumokuren” è un chiaro riferimento al folklore. Il Mokumokuren è infatti uno yōkai che ha dimore nei shouji (muri di tela giapponesi) stracciati e nei tatami. 

 

Le scene sono dettagliate, caratterizzate da immagini scure, diversi flashbacks, angolazioni dal basso e primi piani che suscitano angoscia e inquietudine. Molte sono le onomatopee utilizzate, che troviamo fin dalle prime pagine, come il frinire delle cicale o il rumore delle gomme delle biciclette dell’asfalto. Ci sono molti giochi d’ombra che servono a distorcere le immagini oppure ad evidenziare un particolare del momento disegnato. L’ambientazione è cupa, c’è un forte senso di inquietudine e di disagio che cresce nel lettore e che non riesce però a staccare gli occhi dalle pagine.

Il linguaggio è semplice e diretto, soprattutto quello utilizzato nei dialoghi tra Hikaru e Yoshiki e tra i loro amici. Sono diversi infatti i personaggi che si incontrano nell’opera e alcuni di essi si rivelano molto utili nell’aiutare i protagonisti a rimettere insieme i pezzi di quel puzzle così complicato.

 

 

La trama di L’estate in cui Hikaru è morto è decisamente interessante e diversa dai classici manga horror che ci si aspetta. E’ molto moderno, seppur con dei richiami alle tradizioni giapponesi, ed è per questo che ha catturato l’attenzione dei giovani. Non è un manga con scene particolarmente paurose ma comunque il lettore ne resta rapito fino all’ultima pagina. Ho particolarmente apprezzato quest’aspetto dell’opera: il mostruoso non si trova solo in creature grottesche ma può nascondersi anche in chi ci sta più vicino.  

 

E’ previsto un adattamento anime per luglio 2025, prodotto da CygamesPictures e distribuito su Netflix. Il trailer, già reperibile, coinvolge e incuriosisce anche chi non  ha mai sentito parlare dell’opera, mentre in chi l’ha letta accresce ancor di più l’attesa di vedere la trasposizione animata. 

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