“Racconti di pioggia e di luna” di Ueda Akinari, un tuffo nel soprannaturale giapponese

“Racconti di pioggia e di luna” di Ueda Akinari, un tuffo nel soprannaturale giapponese

 


Protagonista del secondo incontro della VI edizione del nostro NipPop Book Club, Racconti di pioggia e di luna di Ueda Akinari, pubblicato in Italia nel 2001 nella traduzione di Maria Teresa Orsi per Marsilio Editore, è una raccolta di nove storie che esplorano il mondo del soprannaturale giapponese attraverso spiriti vendicativi, donne serpenti e carpe dorate.

Racconti di pioggia e di luna (雨月物語, Ugetsu Monogatari) è una raccolta di nove brevi storie scritte da Ueda Akinari pubblicata nel 1776, in epoca Edo (1603-1867), in cui l’autore riprende e rielabora diversi spunti della classicità cinese e giapponese in racconti ambientati in Giappone tra il X e il XVII secolo. Già il titolo rappresenta una ripresa della letteratura classica cinese, in quanto la pioggia e la luna richiamano le atmosfere soprannaturali che preannunciavano la presenza di fantasmi nella tradizione cinese. Appartenente al genere degli yomihon, libri scritti per intrattenimento, la raccolta è costituita da kaidan, le cosiddette storie di paura, che tuttavia non risultano particolarmente orrifiche, quanto invece connotate da una certa malinconia e tristezza.

In tutte le storie infatti ricorrono spesso riferimenti alla solitudine o alla malinconia vissuta dai protagonisti, come nel caso del racconto La casa fra gli sterpi, in cui Miyagi, moglie del protagonista, attende invano per anni il ritorno del marito partito per andare a fare fortuna altrove, per poi morire sola e abbandonata nella casa coniugale. Ancora, la malinconia è evidente nella descrizione dei paesaggi che appaiono per lo più come desolati o sperduti, come nel caso dei luoghi descritti in Shiramine, il racconto in apertura alla raccolta.

Un elemento interessante dell’opera è infatti il lirismo della scrittura. Sin dall’antichità la letteratura giapponese ha saputo coniugare prosa e poesia in un unico testo, ma nel caso del testo di Ueda Akinari il lirismo è parte integrante dello stile di scrittura. Sebbene si tratti di un testo in prosa con talvolta riferimenti a poesie giapponesi tradizionali del passato, lo stile esprime in maniera poetica i sentimenti e le emozioni dei personaggi, soprattutto la loro malinconia di fronte a un mondo percepito come effimero.

Protagonisti di queste storie sono spesso spiriti di persone defunte che, vittime di una passione violenta, restano nel mondo dei vivi per potersi vendicare. È il caso del protagonista di Shiramine, l’imperatore Sutoku, che dopo la sua morte sceglie di rimanere nel mondo terreno scatenando disordini e guerre per vendicarsi di coloro che lo hanno esiliato e condannato a morire nell’oblio. Ancora, in La pentola di Kibitsu lo spirito di una donna ingannata dal marito si vendica prendendo possesso del corpo dell’amante dell’uomo e uccidendola, per poi perseguire l’uomo.

Non mancano poi spiriti tristi e malinconici che restano sulla terra per vedere per l’ultima volta la persona amata, come nel caso di Miyagi in La casa fra gli sterpi, oppure che si suicidano come estremo gesto per tenere fede a una promessa come Akana in L’appuntamento dei crisantemi. Ciò che quindi traspare da questi brevi racconti è l’umanità che caratterizza questi spiriti. Non sono semplici creature soprannaturali, ma figure dotate ancora di sentimenti umani come il rancore, la tristezza, la lealtà o l’amicizia.

Oltre agli spettri, non mancano altre figure soprannaturali come la donna serpente in La passione del serpente o la carpa d’oro in La carpa del sogno. In quest’ultimo un monaco viene trasformato nel sonno in una carpa d’oro, per poi risvegliarsi nel proprio corpo umano dopo aver scampato per un soffio la morte.

È interessante notare dunque la mancanza di un confine netto tra il mondo naturale e quello soprannaturale. Le due dimensioni si fondono l’una nell’altra, creando racconti in cui anche ciò che sembra irreale sembra reale, sfidando così la razionalità del lettore e portandolo a riflettere sul suo rapporto con il soprannaturale. Questa caratteristica contraddistingue sicuramente la produzione giapponese rispetto a quella euroamericana, in cui il soprannaturale si pone in contrasto con la realtà in maniera più netta.

All’interno di questi racconti anche la rappresentazione femminile assume un ruolo importante. Le donne qui rappresentate o sembrano indifese e incapaci di agire senza i loro mariti, come in La casa fra gli sterpi, oppure sono creature malvagie che vogliono schiacciare l’uomo con la loro forza femminile, come in La passione del serpente o La pentola di Kibitsu. Tale tentativo di schiacciamento comporta due risultati diversi che vedono o la soppressione violenta della donna o la sua forza incontrastata. In La passione del serpente, la donna serpente innamorata del protagonista viene sconfitta attraverso un atto di grande violenza da parte dell’uomo; al contrario, in La pentola di Kibitsu lo spirito della donna tradita ha la meglio sul marito traditore, che scompare misteriosamente trascinato via forse dallo spirito.

Tale rappresentazione mostra la concezione femminile di epoca Edo (ma non solo) in Giappone, una concezione fortemente misogina e patriarcale in cui la donna viene vista come una figura da addomesticare o vulnerabile. La visione della donna come creatura malvagia, volubile e quindi portata a compiere crudeltà è addirittura affermata dal monaco protagonista de Il cappuccio blu:

”Abbiamo preso una donna che si era trasformata in demone – rispose un abitante del villaggio. – Adesso la stanno seppellendo viva”.

«Questi racconti riguardano soprattutto donne e non ho mai sentito che una cosa del genere sia capitata a un uomo. Probabilmente, la donna è per sua natura malvagia ed è più facile che si tramuti in demone […]».

Queste parole mostrano quindi la rappresentazione sessista della figura femminile, la quale è protagonista dei racconti per lo più come creatura perfida, come afferma il monaco, al contrario delle figure maschili che assumono tratti più eroici e positivi.

Scena tratta dal film Ugetsu monogatari (1953) di Kenji Mizoguchi.

Sebbene queste storie si collochino sia nella contemporaneità dell’autore che nel passato, alcune di queste storie possono essere lette anche in chiave attuale. Ad esempio, in Dibattito su ricchezza e povertà lo spirito dell’oro discute col protagonista sull’importanza della ricchezza e su come le persone si rapportano ad essa. Criticando gli intellettuali per il loro detto “essere felici nella miseria”, lo spirito dell’oro ripropone uno dei temi ancora oggi discussi nella nostra società: il rapporto tra denaro e felicità. Tale riflessione si rivela oggi più che mai attuale, specie in una società capitalista in cui le dinamiche economiche e commerciali hanno portato l’essere umano a una ricerca e a un accumulo continuo di oggetti che presumibilmente possono dargli felicità.

Un’altra interessante riflessione presentata nel racconto riguarda poi le azioni positive che ognuno compie. Nel racconto si fa riferimento a come talvolta chi compie buone azioni lo fa in funzione della possibilità di ottenere un’immediata ricompensa, e dunque per un tornaconto personale. Ancor oggi tale riflessione risulta attuale e tocca la sensibilità del lettore, il quale si chiede se le proprie buone azioni sono determinate da una genuina e spontanea volontà di fare del bene, senza pretendere nulla in cambio, o se per un interesse personale.

In sostanza Racconti di pioggia e di luna è una raccolta che narra storie soprannaturali attraverso un linguaggio poetico, in cui la dimensione fantastica e quella reale si intrecciano in un continuum i cui confini sono liminali e sfumati. In maniera personale e unica, Ueda Akinari unisce gli elementi letterari giapponesi, come riferimenti a poesie appartenenti alle raccolte del Manyōshū (V-VIII secolo) e del Kokinshū (X secolo), e quelli cinesi, come i riferimenti alle leggende e alla storia cinese disseminati all’interno dei vari racconti.

Nonostante il suo legame col passato, l’opera ancora oggi suscita interesse nei lettori contemporanei per le sue storie di spiriti umani e le sue atmosfere malinconiche e poetiche. Tale interesse è evidente anche da produzioni successive come Racconti della luna pallida d’agosto, pellicola diretta da Kenji Mizoguchi nel 1953 che traspone in una storia unica La casa fra gli sterpi e La passione del serpente, o Ugetsu monogatari, manga realizzato da Hiwa Tokiko nel 2008, che evidenziano dunque come l’opera di Akinari abbia saputo superare i confini del tempo e attirare l’interesse del pubblico a distanza di più di due secoli.

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