NipPop: Parole e Forme da Tokyo a Bologna – XV Edizione “INTO THE DARK: Il lato inquieto del Giappone”
La conferenza stampa riguardante la quindicesima edizione del festival di NipPop si è tenuta martedì 3 giugno presso Palazzo d’Accursio a Bologna, in presenza di numerosi rappresentanti istituzionali e accademici. Nel corso della conferenza è stato presentato ufficialmente il tema principale di NipPop 2025: il mostruoso nella cultura giapponese.
Il mostruoso verrà analizzato sia come incarnazione delle paure collettive e individuali, sia come metafora delle ansie, delle violenze e delle discriminazioni che segnano le società contemporanee, con particolare attenzione alle identità di genere non conformi e alle soggettività marginalizzate.
Il festival si propone come ponte culturale e spazio partecipativo, superando la separazione tra cultura alta e cultura bassa, e promuovendo il dialogo tra competenze diverse e la partecipazione attiva del pubblico. In questo modo, NipPop cerca di contribuire al rafforzamento del ruolo civico dell’università, incarnandone l’impegno pubblico per una ricerca e divulgazione responsabile e inclusiva, con attenzione alle tematiche sociali e politiche attuali.

Partecipi alla conferenza sono Rita Monticelli, delegata del Comune e rappresentante dell’Università di Bologna; Paola Scrolavezza, ideatrice, responsabile e direttrice del festival; Elena Lamberti, vicedirettrice del Dipartimento di Lingue, Letterature e Culture Moderne; Antonio Fiori, direttore di Asia Institute e Francesco Cattani, rappresentante del Master GEMMA in Studi di Genere.
All’interno del festival il tema del mostruoso verrà approfondito in tutte le sue declinazioni, partendo dalla figura del mostro nel folklore tradizionale, per arrivare all’analisi del mostro come metafora della violenza, della marginalizzazione e più in generale della resistenza all’omologazione culturale e sociale. Al fine di rappresentare al meglio le diverse accezioni associate al mostruoso, saranno presenti ospiti esperti in diversi settori:
- Artisti e creativi, tra i quali il game designer Toyama Keiichirō (creatore della serie Silent Hill), che porterà una riflessione sul videogame come nuova forma narrativa e metafora delle ansie della metropoli contemporanea.
- Autori e autrici, tra cui Kamon Nanami, autrice di letteratura horror e fantastica giapponese, recentemente pubblicata in Italia.
- Fashion designer come Marine Nakamura, rappresentante di una nuova visione della moda giapponese che fonde il kimono tradizionale con elementi moderni, portando ad un’ibridazione del tutto nuova.
- Esperti di cinema, letteratura, traduzione e videogame, tra cui Giorgio Amitrano, Giampiero Raganelli, Fabio di Felice, per favorire il dialogo tra discipline e pubblici diversi.
- Mostra dedicata al maestro del manga Kamimura Kazuo e alla sua opera 13 notti di rancore, in collaborazione con Coconino Press, focalizzata sulla figura della donna vendicativa nel folklore giapponese.
Tutti gli incontri saranno aperti al pubblico, per creare un contesto di confronto diretto tra artisti, studiosi e partecipanti.
Quest’anno il festival ospiterà anche eventi paralleli, tra cui la proiezione del film di Kore’eda Hirokazu “L’innocenza” mercoledì 4 giugno all’interno della rassegna “QUEER ASIA | Rassegna LGBTQIA+ sull’Asia” realizzata dall’associazione culturale Asia Institute, e la performance di tamburi taiko del gruppo Munedaiko (entrambi presso il DamsLab) oltre che il lancio della piattaforma IN JAPAN: L’ombra della violenza nel Giappone contemporaneo, mostra digitale per approfondire questioni cruciali relative alla violenza di genere e alle identità di genere nel contesto giapponese.
Il punto di forza di NipPop, sottolineato da tutti gli intervenuti alla conferenza stampa, è la capacità di coinvolgere il pubblico per abbattere barriere culturali, creare connessioni genuine basate su esperienze umane profonde e favorire il dialogo tra generazioni e culture. In questa prospettiva la cultura pop (manga, anime, videogame, musica J-Pop) diventa uno strumento per esplorare e criticare fenomeni sociali e politici contemporanei, e per entrare in contatto con una società in trasformazione.
Anche quest’anno il festival contribuirà a portare in primo piano il valore della responsabilità civica e dell’impegno pubblico, anche nell’ambito delle discipline umanistiche e linguistiche, per affrontare temi complessi e attuali.