{"id":623,"date":"2025-05-23T13:22:49","date_gmt":"2025-05-23T13:22:49","guid":{"rendered":"https:\/\/nippop-eventi.it\/2025\/?p=623"},"modified":"2025-05-23T13:25:48","modified_gmt":"2025-05-23T13:25:48","slug":"mostri-macchine-donne-i-mille-volti-del-mostruoso-femminile","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/nippop-eventi.it\/2025\/mostri-macchine-donne-i-mille-volti-del-mostruoso-femminile\/","title":{"rendered":"MOSTRI, MACCHINE, DONNE: i mille volti del mostruoso femminile"},"content":{"rendered":"<p>&nbsp;<\/p>\n<hr \/>\n<p><b>Ai margini del campo visivo la luce sfarfalla. \u00c8 la televisione? Eri sicuro di averla spenta, si sar\u00e0 riaccesa da sola, forse, per uno scompenso di corrente. Un brivido ti attraversa da capo a piedi, ma lo scacci: \u00e8 notte fonda e ti lasci condizionare facilmente, come sempre. Decidi di uscire a prendere aria, la vecchia lanterna di carta appesa fuori ti sembra pi\u00f9 rovinata di prima, ma forse \u00e8 la penombra ad ingannarti. Ridi tra te e te, <i>quanto sei sciocco<\/i>, scacci un pensiero scuotendo la testa. Eppure il brivido non se ne va, anzi, aumenta. L\u2019ansia si accumula in un punto profondo dentro la tua pancia, sembra ti stia annodando le viscere. Qualcosa si muove in lontananza, giuri di aver visto un\u2019ombra, dei capelli neri sparire dietro l\u2019angolo. Ora ne sei sicuro: c\u2019\u00e8 qualcosa dietro di te. Non vuoi girarti, <i>devi<\/i> girarti. Prendi coraggio, cerchi di fare un respiro a pieni polmoni e poi\u2026\u00a0<\/b><!--more--><\/p>\n<p>Nella cultura giapponese, il corpo femminile \u00e8 spesso stato rappresentato come un luogo di mistero, trasformazione e paura. Dalle antiche leggende popolari ai manga contemporanei, la figura della donna mostruosa \u2013 che si tratti di una madre strega, di un fantasma vendicatore o di una cyborg senz&#8217;anima \u2013 incarna molto pi\u00f9 di un semplice spavento. \u00c8 la manifestazione viscerale di ci\u00f2 che una societ\u00e0 teme, controlla o rimuove: la sessualit\u00e0, la rabbia, la libert\u00e0, la morte.<\/p>\n<p>Riprendendo Barbara Creed, dal suo saggio <i>The Monstrous-Feminine<\/i> (1993), la presenza massiccia di figure femminili mostruose nella tradizione e nei media moderni ci dice maggiormente sulle paure maschili che sul desiderio femminile o la sua soggettivit\u00e0. Suggerisce che il terrore che circonda il corpo femminile nasca dalla sua capacit\u00e0 di sovvertire l&#8217;ordine simbolico: generare, contaminare, sfuggire alla norma. Dal folklore delle <i>onry\u014d<\/i>, spiriti tormentati e vendicativi, alle protagoniste dei manga cyberpunk e degli anime disturbanti, il corpo femminile diventa spesso il luogo in cui si giocano le ansie sociali: la sessualit\u00e0, la maternit\u00e0, la perdita del controllo, l\u2019identit\u00e0 che si dissolve.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-full wp-image-618\" src=\"https:\/\/nippop-eventi.it\/2025\/wp-content\/uploads\/2025\/05\/IMMAGINE-1.jpeg\" alt=\"\" width=\"520\" height=\"396\" srcset=\"https:\/\/nippop-eventi.it\/2025\/wp-content\/uploads\/2025\/05\/IMMAGINE-1.jpeg 520w, https:\/\/nippop-eventi.it\/2025\/wp-content\/uploads\/2025\/05\/IMMAGINE-1-300x228.jpeg 300w\" sizes=\"auto, (max-width: 520px) 100vw, 520px\" \/><\/p>\n<p>Nella tradizione giapponese, il confine tra umano e demoniaco \u00e8 spesso tracciato dall&#8217;intensit\u00e0 delle passioni. Quando il dolore, la gelosia o l&#8217;abbandono superano la soglia del sopportabile, la trasformazione mostruosa diventa inevitabile. Due tra le figure pi\u00f9 emblematiche di questa metamorfosi emotiva sono <b>Uji no Hashihime<\/b>, la donna che scelse di diventare demone per vendetta, e <b>Rokuj\u014d no Miyasudokoro<\/b>, la dama aristocratica del <i>Genji Monogatari<\/i> il cui amore tradito si muta in forza distruttrice. Entrambe incarnano il timore antico che l&#8217;eccesso di sentimento possa deformare l&#8217;animo e il corpo, trasformando la donna in un essere pericoloso e potente, capace di manipolare e sovvertire il dominio maschile &#8211; anche solo temporaneamente.<\/p>\n<p>Nel periodo medievale, sia nel <i>Genji Monogatari<\/i> che nello <i>Heike Monogatari<\/i>, troviamo menzionata la storia di Uji no Hashihime, che traduce nell\u2019immaginario giapponese quell\u2019antico detto inglese che recita \u201c<i>non c\u2019\u00e8 all\u2019inferno furia pari a quella di una donna tradita<\/i>\u201d.<\/p>\n<p>La sua storia trova diverse varianti. Secondo una leggenda conosciuta in periodo Heian le vicende sono le seguenti: la protagonista chiede al marito di portarle delle alghe per guarire la nausea mattutina, ma una volta arrivato in prossimit\u00e0 del mare, una divinit\u00e0 marittima si innamora di lui e i due si sposano. La moglie umana, rimasta ad aspettarlo invano, disperata e amareggiata si butta nel fiume Uji e muore. ma di particolare interesse \u00e8 quella contenuta nello <i>Heike Monogatari<\/i>, in cui la protagonista non si suicida come in altre versioni, ma prega la divinit\u00e0 di Kibune di trasformarla &#8211; ancora viva &#8211; in uno <i>oni<\/i>, cos\u00ec da poter uccidere la donna di cui il marito si \u00e8 innamorato. La divinit\u00e0, allora, risponde alle sue preghiere e le suggerisce di cambiare il suo aspetto e di fare il bagno per venti giorni nelle rapide del fiume Uji. La donna obbedisce alle indicazioni date, dividendo i capelli in ciocche che modella in cinque corna, colorando di rosso il suo viso e mettendo sul capo un <i>kanawa<\/i> (un tripode di ferro, che dar\u00e0 il nome all\u2019opera teatrale Noh ispirata alla vicenda) e con s\u00e9 porta tre torce. Ormai mutata in <i>oni<\/i>, uccide i parenti della donna causa della sua gelosia e dell\u2019uomo che l\u2019ha abbandonata, apparendo nella forma di un uomo quando uccide le donne e viceversa. Ogni omicidio la rende sempre pi\u00f9 terrificante, tanto da spingere gli abitanti della capitale a nascondersi.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-full wp-image-619\" src=\"https:\/\/nippop-eventi.it\/2025\/wp-content\/uploads\/2025\/05\/IMMAGINE-2.jpeg\" alt=\"\" width=\"480\" height=\"440\" srcset=\"https:\/\/nippop-eventi.it\/2025\/wp-content\/uploads\/2025\/05\/IMMAGINE-2.jpeg 480w, https:\/\/nippop-eventi.it\/2025\/wp-content\/uploads\/2025\/05\/IMMAGINE-2-300x275.jpeg 300w\" sizes=\"auto, (max-width: 480px) 100vw, 480px\" \/><\/p>\n<p>In un contesto diverso, ma affine, troviamo il noto personaggio di Rokuj\u014d no Miyasudokoro, personaggio chiave del <em>Genji Monogatari<\/em> di Murasaki Shikibu, la cui mostruosit\u00e0 non \u00e8 volontaria, ma indomita e indomabile. Diversi studi antropologici, soprattutto quelli riguardanti le societ\u00e0 poligine, mostrano come siano spesso le donne a cadere vittime di possessioni spiritiche e nel <em>Genji<\/em> le donne possedute manipolano i loro oppressori, ottenendo da loro l\u2019attenzione e la reverenza che precedentemente erano venute a mancare.<\/p>\n<p>Rokuj\u014d \u00e8 una donna di rango elevato, colta e raffinata, che vive tuttavia la stessa angoscia di abbandono di Uji no Hashihime. Amante del protagonista Hikaru Genji, si vede progressivamente sostituita da altre donne. L&#8217;umiliazione e l&#8217;impotenza sociale che subisce, fermentano in lei fino a generare una trasformazione invisibile ma devastante: il suo spirito, senza che lei lo voglia pienamente, abbandona il corpo e perseguita le rivali. Non diventa quindi un <i>oni<\/i>, ma diversamente di un <i>ikisudama<\/i>, ovvero uno spirito \u201cvivente\u201d e la sua furia si abbatte su Aoi no Ue, moglie del principe splendente, possedendola poco dopo che essa aveva partorito. Questa vicenda verr\u00e0 poi ripresa con la stessa trama il in un\u2019opera N\u014d.<\/p>\n<p>Purtroppo, per Rokuj\u014d non vi sar\u00e0 pace nemmeno da morta e il suo spirito rimarr\u00e0 come quello di un <i>onry\u014d<\/i>, ovvero uno spirito vendicativo.<\/p>\n<p>Non \u00e8 pi\u00f9 una semplice figura tragica: diventa un\u2019emanazione viva di rancore represso, un&#8217;anima che sfugge alla ragione e contamina l\u2019ordine stesso della corte, che tanto cerca di preservare compostezza ed equilibrio.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-large wp-image-620\" src=\"https:\/\/nippop-eventi.it\/2025\/wp-content\/uploads\/2025\/05\/IMMAGINE-3-745x1024.jpeg\" alt=\"\" width=\"640\" height=\"880\" srcset=\"https:\/\/nippop-eventi.it\/2025\/wp-content\/uploads\/2025\/05\/IMMAGINE-3-745x1024.jpeg 745w, https:\/\/nippop-eventi.it\/2025\/wp-content\/uploads\/2025\/05\/IMMAGINE-3-218x300.jpeg 218w, https:\/\/nippop-eventi.it\/2025\/wp-content\/uploads\/2025\/05\/IMMAGINE-3-768x1056.jpeg 768w, https:\/\/nippop-eventi.it\/2025\/wp-content\/uploads\/2025\/05\/IMMAGINE-3.jpeg 800w\" sizes=\"auto, (max-width: 640px) 100vw, 640px\" \/><\/p>\n<p>Se nelle eleganti corti Heian la sofferenza femminile si manifestava come spirito, nelle storie popolari del periodo Edo questa sofferenza si fa carne, sangue, terrore visibile. La leggenda di <strong>Oiwa<\/strong>, protagonista del celebre <em>Yotsuya Kaidan<\/em>, \u00e8 uno dei racconti pi\u00f9 famosi e disturbanti della tradizione giapponese.<\/p>\n<p>Il personaggio di Oiwa appare per la prima volta nel celebre dramma Kabuki <em>Yotsuya Kaidan<\/em> (\u56db\u8c37\u602a\u8ac7), scritto da Tsuruya Nanboku IV e rappresentato per la prima volta nel 1825. Questa storia, destinata a diventare una delle pi\u00f9 iconiche del teatro giapponese, racconta di Oiwa, una donna disonorata e tradita dal marito Iemon, un r\u014dnin caduto in disgrazia, noto per la sua avidit\u00e0 e la sua ambizione sfrenata. Infatti, all\u2019inizio del dramma Iemon ha uno scontro furioso con il padre di Oiwa, che voleva che i due si separassero, e lo uccide.<\/p>\n<p>La trama si sviluppa attorno alla spietata decisione di Iemon di liberarsi anche di Oiwa per poter sposare Oume, ragazza bellissima e benestante, nipote di It\u00f4 Kihei, innamorata del r\u014dnin. Per ottenere l\u2019unione fra i due, il nonno della fanciulla manda ad Oiwa una crema avvelenata che con il tempo le deforma il volto. Iemon, vedendo la moglie sfigurata, decide di lasciarla e chiede a Takuetsu &#8211; proprietario di un bordello &#8211; di stuprarla per avere un pretesto per chiedere il divorzio, ma l\u2019uomo non riuscir\u00e0 a farlo e decider\u00e0 quindi di mostrare alla donna il suo riflesso.<\/p>\n<p>Da questo punto in poi, si susseguiranno eventi drammatici in cui Oiwa muore, maledice Iemon e ritorna come <i>onry\u014d<\/i>. Proprio a questo punto delle vicende Oiwa appare nella sua raffigurazione pi\u00f9 celebre, ovvero come spirito che impossessa una lampada di carta, con un occhio deforme e ciuffi di capelli neri. Iemon verr\u00e0 tormentato dall\u2019immagine della moglie morta, al punto di impazzire e uccidere la novella sposa.<\/p>\n<p>La <i>pi\u00e8ce<\/i> kabuki &#8211; oltre ad essere una vicenda di tragedia e vendetta &#8211; offre un forte simbolismo legato all\u2019ingiustizia sociale e alla condizione della donna nel Giappone feudale, rappresentando l\u2019<i>onry\u014d<\/i> femminile come forza vendicativa per gli abusi subiti.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-full wp-image-621\" src=\"https:\/\/nippop-eventi.it\/2025\/wp-content\/uploads\/2025\/05\/IMMAGINE-4.jpeg\" alt=\"\" width=\"1800\" height=\"1238\" srcset=\"https:\/\/nippop-eventi.it\/2025\/wp-content\/uploads\/2025\/05\/IMMAGINE-4.jpeg 1800w, https:\/\/nippop-eventi.it\/2025\/wp-content\/uploads\/2025\/05\/IMMAGINE-4-300x206.jpeg 300w, https:\/\/nippop-eventi.it\/2025\/wp-content\/uploads\/2025\/05\/IMMAGINE-4-1024x704.jpeg 1024w, https:\/\/nippop-eventi.it\/2025\/wp-content\/uploads\/2025\/05\/IMMAGINE-4-768x528.jpeg 768w, https:\/\/nippop-eventi.it\/2025\/wp-content\/uploads\/2025\/05\/IMMAGINE-4-1536x1056.jpeg 1536w\" sizes=\"auto, (max-width: 1800px) 100vw, 1800px\" \/><\/p>\n<p>Tra le acque oscure di un pozzo, si nasconde una delle figure pi\u00f9 emblematiche del mostruoso femminile giapponese: <strong>Okiku<\/strong>, protagonista della leggenda di <em>Banch\u014d Sarayashiki<\/em>, una giovane serva al servizio di un importante samurai. Quando rifiuta le avances del suo padrone, viene accusata ingiustamente di aver perso uno dei dieci piatti preziosi della casa \u2014 un crimine gravissimo. Come punizione, viene selvaggiamente picchiata, gettata brutalmente in un pozzo e lasciata morire. Ma la morte non \u00e8 sufficiente per metterla a tacere.<\/p>\n<p>Okiku ritorna come uno spirito vendicativo nell\u2019aspetto pi\u00f9 tradizionale, con lunghi capelli neri e un collo innaturalmente allungato, emettendo ogni notte un lamento straziante, contando i piatti uno a uno \u2014 \u201cuno, due, tre&#8230;\u201d \u2014 e urlando disperatamente al raggiungimento del piatto mancante. Il suo pianto riecheggia nell\u2019aria, un richiamo continuo al torto subito, una memoria che rifiuta di essere sepolta.\u00a0 La storia di Okiku racchiude un passaggio fondamentale: l&#8217;innocenza brutalizzata che non trova giustizia si cristallizza nel soprannaturale. Non \u00e8 solo la vendetta ad animare il suo spettro, ma il bisogno, disperato e dolente, di far sentire la propria esistenza negata.<\/p>\n<p>Con l&#8217;evoluzione delle arti sceniche nel Giappone del periodo Edo, tutto questo universo di spiriti femminili \u2014 dalla nobile Rokuj\u014d, alla sfigurata Oiwa, fino alla lamentosa Okiku \u2014 trova nuova vita nel teatro <b>kabuki<\/b>. Sul palcoscenico, questi fantasmi diventano protagonisti di drammi visivi potenti: i loro corpi si contorcono, i loro kimono si strappano, le loro voci si alzano in lamenti strazianti che terrorizzano e affascinano il pubblico. Nel kabuki, la femminilit\u00e0 deviata e deforme assume forme codificate: lunghi capelli neri sciolti, kimono bianchi \u2014 simboli di morte \u2014 e gesti ritualizzati di disperazione e vendetta. Una rappresentazione che, pur estetizzata, conserva intatta la forza primordiale di questi archetipi.<\/p>\n<p>Quando, nel XX secolo, il Giappone si deforma tra gli orrori della guerra e nuove, immense, incontrollabili trasformazioni sociali, culturali e tecnologiche, anche le paure mutano e plasmano nuovi volti mostruosi, che conservano il cuore delle antiche ansie e servono loro nuovi volti.<\/p>\n<p>Nella seconda met\u00e0 del secolo, nella produzione degli <i>sh\u014djo<\/i> vi fu una diversificazione nella produzione e si svilupp\u00f2 una modalit\u00e0 molto peculiare di raccontare il terrore: <b>intimista, psicologico, legato alla crescita e ai conflitti identitari<\/b>. Il corpo e la mente delle ragazze adolescenti diventano i principali teatri del mostruoso. Nel passaggio dall&#8217;infanzia all&#8217;et\u00e0 adulta, le protagoniste degli <i>sh\u014djo<\/i> horror affrontano traumi emotivi che si manifestano in eventi soprannaturali: il conflitto materno, la perdita dell&#8217;identit\u00e0, l&#8217;alienazione sociale, il timore della trasformazione fisica.<\/p>\n<p>Gli spiriti <i>sh\u014djo<\/i> nei manga horror non solo simboleggiano il terrore adolescenziale, ma rappresentano anche la protesta silenziosa contro i ruoli sociali rigidamente imposti alla giovane donna giapponese. In queste storie, la dimensione orrorifica diventa una metafora potente delle paure legate al corpo che cambia, ai vincoli familiari, alla sessualit\u00e0 repressa, alla difficolt\u00e0 di affermare una propria identit\u00e0 autonoma.<\/p>\n<p>Le inquietudini che animavano gli <i>sh\u014djo<\/i> horror manga degli anni \u201970 e \u201980 \u2014 il corpo che cambia, la dissoluzione dell\u2019identit\u00e0, la paura di non essere viste o comprese \u2014 trovano un\u2019eco potente nel <b>cinema horror giapponese<\/b> degli anni \u201990.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-full wp-image-622\" src=\"https:\/\/nippop-eventi.it\/2025\/wp-content\/uploads\/2025\/05\/IMMAGINE-5.jpeg\" alt=\"\" width=\"400\" height=\"241\" srcset=\"https:\/\/nippop-eventi.it\/2025\/wp-content\/uploads\/2025\/05\/IMMAGINE-5.jpeg 400w, https:\/\/nippop-eventi.it\/2025\/wp-content\/uploads\/2025\/05\/IMMAGINE-5-300x181.jpeg 300w\" sizes=\"auto, (max-width: 400px) 100vw, 400px\" \/><\/p>\n<p>In particolare, opere come <em>Ringu<\/em> (1998) di <b>Hideo Nakata<\/b> attingono profondamente a quella sensibilit\u00e0: Sadako, la protagonista, incarna una figura<strong> fortemente legata all\u2019esperienza femminile dell\u2019emarginazione e della repressione<\/strong>. Sadako non \u00e8 soltanto un fantasma vendicativo: \u00e8 <strong>l&#8217;incarnazione tragica di un\u2019identit\u00e0 spezzata<\/strong>, una giovane donna la cui esistenza \u2014 fisica e psichica \u2014 \u00e8 stata manipolata, nascosta e poi dimenticata.<\/p>\n<p>Il passaggio dal manga al cinema non cancella dunque le radici intime e psicologiche del mostruoso femminile: le amplifica, collocandole in un mondo dominato dai nuovi media, dalla tecnologia e dall\u2019isolamento urbano.<\/p>\n<p>Sadako di <i>Ringu<\/i> \u00e8 una <strong>diretta discendente<\/strong> di Okiku: entrambe sono vittime di tradimento e occultamento, entrambe emergono dal fondo d&#8217;un pozzo, simbolo di oblio e sofferenza. La sua maledizione si propaga attraverso le tecnologie contemporanee, come se il mondo moderno non potesse pi\u00f9 ignorare le ingiustizie e i dolori sepolti nel passato.<\/p>\n<p>Allo stesso modo, Kayako di <i>Ju-On<\/i> richiama la figura della <b>onry\u014d<\/b>, lo spirito di una donna assassinata e incapace di trovare pace. La loro rabbia non si esaurisce con la vendetta: \u00e8 ciclica, interminabile, proprio come la trasmissione virale della maledizione da una persona all&#8217;altra.<\/p>\n<p><b>I nuovi fantasmi giapponesi<\/b> sono dunque specchi moderni di paure molto antiche:<br \/>\npaura della perdita d&#8217;identit\u00e0, della memoria repressa, della trasgressione femminile punita e poi vendicata.<\/p>\n<p>Ma l&#8217;evoluzione del mostruoso femminile non si ferma alla contaminazione tra tradizione e modernit\u00e0. Nella fine degli anni \u201990 e primi 2000, con opere come <b><i>Ghost in the Shell<\/i><\/b> (1995) e <b><i>Serial Experiments Lain<\/i><\/b> (1998), il Giappone esplora una nuova dimensione dell&#8217;orrore: <b>l&#8217;orrore della dissoluzione dell&#8217;identit\u00e0.<\/b><\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-full wp-image-650\" src=\"https:\/\/nippop-eventi.it\/2025\/wp-content\/uploads\/2025\/05\/IMMAGINE-7.jpeg\" alt=\"\" width=\"828\" height=\"817\" srcset=\"https:\/\/nippop-eventi.it\/2025\/wp-content\/uploads\/2025\/05\/IMMAGINE-7.jpeg 828w, https:\/\/nippop-eventi.it\/2025\/wp-content\/uploads\/2025\/05\/IMMAGINE-7-300x296.jpeg 300w, https:\/\/nippop-eventi.it\/2025\/wp-content\/uploads\/2025\/05\/IMMAGINE-7-768x758.jpeg 768w\" sizes=\"auto, (max-width: 828px) 100vw, 828px\" \/><\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-full wp-image-651\" src=\"https:\/\/nippop-eventi.it\/2025\/wp-content\/uploads\/2025\/05\/IMMAGINE-6.jpeg\" alt=\"\" width=\"1200\" height=\"900\" srcset=\"https:\/\/nippop-eventi.it\/2025\/wp-content\/uploads\/2025\/05\/IMMAGINE-6.jpeg 1200w, https:\/\/nippop-eventi.it\/2025\/wp-content\/uploads\/2025\/05\/IMMAGINE-6-300x225.jpeg 300w, https:\/\/nippop-eventi.it\/2025\/wp-content\/uploads\/2025\/05\/IMMAGINE-6-1024x768.jpeg 1024w, https:\/\/nippop-eventi.it\/2025\/wp-content\/uploads\/2025\/05\/IMMAGINE-6-768x576.jpeg 768w, https:\/\/nippop-eventi.it\/2025\/wp-content\/uploads\/2025\/05\/IMMAGINE-6-720x540.jpeg 720w\" sizes=\"auto, (max-width: 1200px) 100vw, 1200px\" \/><\/p>\n<p>Il Maggiore <b>Motoko Kusanagi<\/b> in <em>Ghost in the Shell<\/em> non combatte un fantasma esterno: combatte il dubbio di non essere pi\u00f9 umana, di essere solo una coscienza intrappolata in un corpo artificiale. In lei ritroviamo l&#8217;eco di Sadako, di Rokuj\u014d: la paura di <strong>essere trasformate in qualcosa di altro<\/strong>.<\/p>\n<p><strong>Lain Iwakura<\/strong>, protagonista di <em>Serial Experiments Lain<\/em>, porta questa inquietudine ancora pi\u00f9 avanti: il suo s\u00e9 si disperde nella <em>Wired<\/em>, perde consistenza, si moltiplica, si smarrisce. Lain non \u00e8 pi\u00f9 solo un mostro agli occhi degli altri: \u00e8 diventata <strong>mostruosa anche per se stessa<\/strong>, incapace di distinguere tra realt\u00e0 e illusione, tra memoria e costruzione artificiale.<\/p>\n<p>Nel passaggio dall&#8217;onry\u014d al cyborg, il Giappone racconta <b>sempre la stessa ferita<\/b>: la perdita del corpo, la perdita della memoria, la perdita dell&#8217;identit\u00e0 sotto pressioni sociali e tecnologiche che trasformano il soggetto femminile in <b>fantasma, clone, dato<\/b>.<\/p>\n<p>Dalle antiche leggende di Okiku fino ai labirinti digitali di Lain, il mostruoso femminile giapponese sopravvive adattandosi, mutando forma, ma conservando il suo nucleo pi\u00f9 autentico:<br \/>\n<b>la resistenza contro l&#8217;annientamento<\/b>.<\/p>\n<p>Nel folklore come nel cinema, nel manga come nel cyberpunk, il mostro femminile non \u00e8 solo paura: \u00e8 <b>memoria<\/b> che rifiuta di essere cancellata, \u00e8 <b>identit\u00e0<\/b> che combatte per non dissolversi.<\/p>\n<p>Forse, proprio in questo, il mostruoso continua a parlarci, seducente e terrificante, attraendoci verso un pozzo buio, per costringerci a guardare dentro al nostro abisso e aspettare che l\u2019abisso &#8211; e qualsiasi cosa lo abiti &#8211; guardi verso di noi.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>&nbsp; Ai margini del campo visivo la luce sfarfalla. \u00c8 la televisione? 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