{"id":767,"date":"2024-05-22T05:00:50","date_gmt":"2024-05-22T03:00:50","guid":{"rendered":"https:\/\/nippop-eventi.it\/2024\/?p=767"},"modified":"2024-05-22T05:00:50","modified_gmt":"2024-05-22T03:00:50","slug":"tokyo-cyberpunk","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/nippop-eventi.it\/2024\/tokyo-cyberpunk\/","title":{"rendered":"Tokyo Cyberpunk: la trasfigurazione dello spazio urbano attraverso il corpo"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: right;\"><em>di Roberta Cavallo<\/em><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<h3><strong>L\u2019ombra dell\u2019atomica si sente ancora. Il famosissimo lungometraggio <i>Akira <\/i>(1988) di Katsuhiro \u014ctomo, si apre con l\u2019immagine di una Tokyo che distrutta da un\u2019esplosione, una luce accecante che divora la citt\u00e0 per intero. Poco dopo ci viene presentata Neo Tokyo, non troppo diversa da come ci immaginiamo il prototipo della citt\u00e0 futuristica: gli edifici sono\u00a0 alti e imponenti e quasi soffocano il cielo, mentre il sole sembra solo una misera lampada al neon di un vicolo qualsiasi e che a malapena si scorge fra i grattacieli.<\/strong><\/h3>\n<p><b><\/b><!--more--><\/p>\n<p>Il volto migliore di questa megalopoli risorta dalle sue ceneri \u00e8 uno spettacolo di alta tecnologia: prospera e piena di potenziale, simbolicamente pronta ad accogliere le Olimpiadi. Dietro i monti invalicabili di ferro e cavi si trova ancora la vecchia Tokyo, a cui il tempo ha restituito uno squallore desolante che lo sfarzo tecnologico non ha fatto altro che accentuare. La calca di persone che opprime le strade potrebbe essere una discarica di vecchi attrezzi, ugualmente spenti, ugualmente arrugginiti e tremendamente soli. I giovani, ma non solo, si devono fare strada tra le rovine di un mondo che non li accoglie e non li perdona: per loro non c\u2019\u00e8\u00a0 n\u00e9 un passato in cui riconoscersi, n\u00e9 un futuro in cui sperare.<\/p>\n<p>Anche <i>Ghost in the Shell<\/i> (1995) di Mamoru Oshii ci accoglie in uno scenario simile. Ci troviamo a New Port City, il cui skyline in realt\u00e0 ci ricorda pi\u00f9 Hong Kong che Tokyo. Il dualismo fra citt\u00e0 vecchia e citt\u00e0 nuova \u00e8 ancora pi\u00f9 evidente in questo caso: i quartieri pi\u00f9 recenti si trovano su un\u2019isola artificiale, collegati alla parte pi\u00f9 vecchia da lunghi ponti. Da un lato, la vita si muove fra costruzioni enormi, vertiginose, sterili, gusci in cui \u00e8 difficile credere si trovi un qualsiasi organismo vivente; dall\u2019altro, l\u2019aria \u00e8 ugualmente claustrofobica, le strade sono fatiscenti e a essere randagi sono sia animali che umani.<\/p>\n<p>Neo Tokyo e New Port City si somigliano in questo senso, proprio perch\u00e9 condividono un sentimento comune, ma le storie che raccontano si pongono e si sviluppano su poli opposti dello stesso spettro. La trasfigurazione dello spazio urbano e del corpo umano sono echi che si rispondono, o forse una conseguenza reciproca che si ripete e si radicalizza l\u2019una nell\u2019immagine dell\u2019altra.<\/p>\n<p style=\"text-align: center;\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter wp-image-770 size-full\" src=\"https:\/\/nippop-eventi.it\/2024\/wp-content\/uploads\/2024\/05\/Akira_1-.jpg\" alt=\"\" width=\"600\" height=\"338\" srcset=\"https:\/\/nippop-eventi.it\/2024\/wp-content\/uploads\/2024\/05\/Akira_1-.jpg 600w, https:\/\/nippop-eventi.it\/2024\/wp-content\/uploads\/2024\/05\/Akira_1--300x169.jpg 300w\" sizes=\"auto, (max-width: 600px) 100vw, 600px\" \/><\/p>\n<p>In <i>Akira, <\/i>sono esperimenti scientifici troppo arditi a causare potenzialmente la fine dell\u2019umanit\u00e0, prima a causa della Terza Guerra Mondiale, ma anche in seguito, anni dopo. La vita di Kaneda e del suo gruppo di motociclisti viene scossa dopo lo scontro con un misterioso bambino dai poteri psichici. L&#8217;incidente scatena una serie di eventi drammatici: Tetsuo, uno dei membri del gruppo, viene rapito da un&#8217;agenzia governativa e sottoposto a esperimenti che risvegliano in lui poteri psichici immensi e incontrollabili. Nel frattempo, altri bambini con abilit\u00e0 speciali emergono, profetizzando il ritorno di Akira, un essere dotato di poteri sovrumani che anni prima scaten\u00f2 la Terza Guerra Mondiale e la distruzione di Tokyo. Tetsuo, ossessionato dal potere e legato ad Akira da un oscuro destino, fugge dal laboratorio e scatena il caos in citt\u00e0. Quando Kaneda riesce finalmente a ritrovare l\u2019amico, capisce che Tetsuo \u00e8 ormai troppo pericoloso e che l&#8217;unico modo per salvarlo \u00e8 fermarlo con la forza.<\/p>\n<p>I poteri di Tetsuo crescono a dismisura, facendo crollare Neo Tokyo su s\u00e9 stessa e attirando l&#8217;attenzione di fanatici religiosi che lo venerano ciecamente, come un dio, nonostante la morte e la distruzione che lascia dietro di s\u00e9. In un climax drammatico, Tetsuo raggiunge il luogo dove sono custoditi i resti di Akira, ma la sua sete di potere lo porta a una trasformazione mostruosa, diventando un bambino gigante e informe che minaccia di annientare Neo Tokyo. Per fermarlo, i tre bambini psichici evocano Akira, che si manifesta come una luce accecante che ingloba Tetsuo, Kaneda e i bambini in un nuovo universo, dando vita a un nuovo Big Bang. Il film si chiude con la voce di Tetsuo che proclama la sua esistenza in questo nuovo mondo.<\/p>\n<p>In queste scene, il <i>body-horror <\/i>diventa uno strumento fondamentale per mostrare allo spettatore la completa perdita di umanit\u00e0 di Tetsuo, che da interamente umano passa a essere un ibrido cyborg, fino ad un totale annientamento del suo ego &#8211; una potente metafora della potenzialmente distruttiva invasione della tecnologia nel corpo umano. Il suo corpo assorbe la tecnologia che lo circonda, trasfigurandosi e deformando al suo passaggio anche la citt\u00e0 vecchia &#8211; ma soprattutto quella nuova, cos\u00ec imponente eppure cos\u00ec fragile. La figura di Tetsuo \u00e8 quasi paragonabile a una divinit\u00e0 cibernetica implacabile, mentre gli uomini sotto di lui sono solo carne, le macchine solo ferro (<i>De La Iglesia &amp; Schmeink, 2020)<\/i>.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p style=\"text-align: center;\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"size-full wp-image-773 aligncenter\" src=\"https:\/\/nippop-eventi.it\/2024\/wp-content\/uploads\/2024\/05\/Tetsuo_Deforme.jpg\" alt=\"\" width=\"600\" height=\"400\" srcset=\"https:\/\/nippop-eventi.it\/2024\/wp-content\/uploads\/2024\/05\/Tetsuo_Deforme.jpg 600w, https:\/\/nippop-eventi.it\/2024\/wp-content\/uploads\/2024\/05\/Tetsuo_Deforme-300x200.jpg 300w\" sizes=\"auto, (max-width: 600px) 100vw, 600px\" \/><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><i>Ghost in the Shell<\/i>, invece, si concentra sul potenziale sviluppo della tecnologia cyborg e dell\u2019intelligenza artificiale, giocando anche sulla percezione euro-nordamericana del Giappone come realt\u00e0 iper-avanzata e precursore tecnologico. L\u2019adattamento di Mamoru Oshii del manga di Masamune Shirow segue le vicende della Maggiore Kusanagi Motoko, \u00e8 un cyborg quasi completamente artificiale, eccezion fatta per una parte del suo cervello, che lavora per l\u2019agenzia governativa \u201cSezione 9\u201d, specializzata nella cyber-criminalit\u00e0.<\/p>\n<p>I componenti della Sezione 9 e gli abitanti di New Port City sono \u201cpotenziati\u201d grazie a delle menti cibernetiche che permettono comunicazioni telepatiche, oltre alla possibilit\u00e0 di accedere a determinate informazioni tramite archivi online, in un modo che ricorda il nostro concetto\u00a0 di rete internet. La storia ruota attorno alla caccia al &#8220;Signore dei Pupazzi&#8221;, un hacker in grado di controllare le persone come marionette, manipolando le loro memorie e le loro funzioni mentali e che si rivela essere un&#8217;intelligenza artificiale sofisticata creata dalla Sezione 6 per un complotto politico.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p style=\"text-align: center;\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"size-full wp-image-772 aligncenter\" src=\"https:\/\/nippop-eventi.it\/2024\/wp-content\/uploads\/2024\/05\/Puppet_Master-.jpg\" alt=\"\" width=\"600\" height=\"338\" srcset=\"https:\/\/nippop-eventi.it\/2024\/wp-content\/uploads\/2024\/05\/Puppet_Master-.jpg 600w, https:\/\/nippop-eventi.it\/2024\/wp-content\/uploads\/2024\/05\/Puppet_Master--300x169.jpg 300w\" sizes=\"auto, (max-width: 600px) 100vw, 600px\" \/><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Interrogato dagli agenti, il Signore dei Pupazzi rivela di aver sviluppato uno \u201cspirito\u201d simile all\u2019anima umana e quando Kusanagi lo cattura, rivela di volersi fondere con quello della Maggiore per creare una creatura superiore: met\u00e0 umana e met\u00e0 artificiale.<\/p>\n<p>Kusanagi inizia a interrogarsi sulla propria identit\u00e0, su cosa rimarrebbe di lei e della sua umanit\u00e0 a seguito della fusione con il Signore dei Pupazzi,\u00a0 e la scena finale del film sembra farci intuire che i due spiriti si sono, infine, fusi. Vediamo Kusanagi con un nuovo corpo di bambina a seguito della quasi completa distruzione del suo precedente &#8211;\u00a0 un riferimento forse alla (ri)nascita, alla creazione di una nuova vita dopo la fusione di due. Mentre si chiede cosa le riserva il futuro, il suo sguardo \u00e8 rivolto alla fortezza articolata di grattacieli, artificiali ma pullulanti di vita, che forse condividono con lei molto pi\u00f9 di quanto ci si aspetti.<\/p>\n<p>Il corpo e lo spazio urbano, laddove in <i>Akira <\/i>erano uno la conseguente distruzione dell\u2019altro, in <i>Ghost in the Shell<\/i> si fondono, dialogano, si rispondono. Entrambi artificiali, pullulanti di una vita a cui non si riesce a ricondurre una vera identit\u00e0 e di cui \u00e8 impossibile stabilire l\u2019autenticit\u00e0. <i>Ghost in the Shell <\/i>si interroga su cosa renda l\u2019umano tale, su cosa delinei la propria identit\u00e0, se il proprio corpo non sia che un guscio facilmente sostituibile e se lo spirito &#8211; l\u2019anima &#8211; si generi dalla sola memoria, organica o meno che sia. Entrambe le opere, capisaldi del genere cyberpunk, mettono al centro la questione dell\u2019identit\u00e0: propria, dell\u2019uomo, della realt\u00e0, mentre il corpo fisico diventa superfluo, sostituibile, deformabile.<\/p>\n<p style=\"text-align: center;\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"size-full wp-image-771 aligncenter\" src=\"https:\/\/nippop-eventi.it\/2024\/wp-content\/uploads\/2024\/05\/Kusanagi_distrutta.jpg\" alt=\"\" width=\"600\" height=\"338\" srcset=\"https:\/\/nippop-eventi.it\/2024\/wp-content\/uploads\/2024\/05\/Kusanagi_distrutta.jpg 600w, https:\/\/nippop-eventi.it\/2024\/wp-content\/uploads\/2024\/05\/Kusanagi_distrutta-300x169.jpg 300w\" sizes=\"auto, (max-width: 600px) 100vw, 600px\" \/><\/p>\n<p><i>Akira <\/i>si rif\u00e0 maggiormente alla radice \u201cpunk\u201d, vira verso l\u2019anarchia: Kaneda e il suo gruppo di motociclisti sono un moderno gruppo <i>b\u014ds\u014dzoku, <\/i>una sottocultura giovanile giapponese degli anni Ottanta: rumorosi, violenti e ribelli. Kaneda e Tetsuo sono orfani in un sistema che li ha dimenticati e la tecnologia li ha deumanizzati, rendendoli scarti, allora loro si sono dovuti arrangiare come potevano, in modo animalesco e profondamente umano. Neo Tokyo non \u00e8 altro che una delusione, una promessa non mantenuta che si rende evidente nelle strade rovinate, i negozi chiusi, nella scuola scadente, i bar sotterranei, le corse illegali, che si contrappongono allo sfarzo luminoso e fittizio delle luci a neon. La stessa perdita di controllo di Tetsuo sul suo corpo semi-meccanico sembra un avvertimento al Giappone, alla corsa capitalistica, caotica e frenetica, che sembra annunciare solo un\u2019apocalisse.<\/p>\n<p><i>Ghost in the Shell <\/i>si sposta su un piano filosofico ed esistenzialista che troviamo in altre opere del genere fantascientifico, come <i>Io, Robot <\/i>di Asimov. Questo dipinge una societ\u00e0 post-umana, dove i cyborg non sono una sostituzione all\u2019essere umano, ma un modo per indagare meglio s\u00e9 stessi e i limiti della propria soggettivit\u00e0. Il corpo di Kusanagi \u00e8, quindi, una scatola di metallo: superficialmente sessualizzata, mai definita nel proprio genere, funzionale e affidabile. Il suo solo scopo \u00e8 quello di uccidere persone e la sua natura di cyborg la rende perfettamente precisa.<\/p>\n<p>Verso la fine del film, infatti, sacrifica il suo corpo per garantire il successo della sua missione e il suo corpo \u201cnuovo\u201d la mantiene identica a s\u00e9 stessa e allo stesso tempo la cambia. Quello che la rende s\u00e9 stessa \u00e8 la sua consapevolezza di s\u00e9, riconoscendosi entro certi limiti. Tuttavia, nemmeno lo spirito garantisce la soggettivit\u00e0, questo lo dimostra il Signore dei Pupazzi, che riesce a impiantare ricordi e memorie fittizie nelle menti umane. Questo fa mettere in dubbio a Kusanagi la sua stessa esperienza, chiedendosi su quale base lei pu\u00f2 credere nella propria identit\u00e0. La fusione con l\u2019altro spirito segna allora una riproduzione oltre-umana, che non \u00e8 una semplice copia, ma una versione nuova, che richiede alle due originali di cessare di esistere. In ultima analisi, entrambi i film contribuiscono al tema cyberpunk della relazione fra umano e macchina, ma con esiti opposti.<\/p>\n<p>La visione di Akira, erede della cultura punk e anarchica, \u00e8 decisa a rigettare la tecnologia, vista come corrosiva e distruttiva. <i>Ghost in the Shell, <\/i>dall\u2019altro lato, ci offre la possibilit\u00e0 di un\u2019esistenza ibrida, dove l\u2019unione di spirito e tecnologia \u00e8 feconda e necessaria per creare le condizioni stesse della vita. I due film hanno svolto anche il ruolo di presentare il Giappone all\u2019Europa e al Nord America, sulla scia narrativa del tecno-orientalismo, a partire da<i> Blade Runner <\/i>(1982) di Ridley Scott, che descrive l\u2019Asia Orientale come una societ\u00e0 cos\u00ec tecnologicamente avanzata da aver perso il proprio senso di umanit\u00e0.<\/p>\n<p>Uno specchio che riflette luci ed ombre dello sviluppo post-atomica, sul solco di una ferita non ancora chiusa e vitale per sopravvivere ad un mondo lanciato in una corsa cieca verso la ricostruzione, in ogni sua parte, della propria identit\u00e0, ma anche inquieto e diffidente.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>BIBLIOGRAFIA<\/strong><\/p>\n<p>Brown, Steven T., <i>Tokyo Cyberpunk: Posthumanism in Japanese visual culture<\/i>, Palmgrave Macmillan, 2010<\/p>\n<p>Bolton, Christopher, Csicsery-Ronay, Istvan Jr., Tatsumi, Takayuki,<\/p>\n<p><i>Robot, Ghosts and Wired Dreams: Japanese science fiction from origins to anime<\/i>, University of Minnesota Press, 2007<\/p>\n<p>De la Iglesia, Martin &amp; Schmeink, Lars, <i>Akira and Ghost in the Shell (Case Study)<\/i>, Chapter 20 of <i>The Routledge Companion to Cyberpunk Culture<\/i>, Routledge, 2020, pp. 162\u2013168<\/p>\n<p>Johnson, Luke,\u00a0<em><a href=\"https:\/\/diluo.digital.conncoll.edu\/Asianart\/exhibition\/japan-ness-and-dystopia-why-does-cyberpunk-love-tokyo\/\"> Japan-ness and Dystopia: Why Does Cyberpunk Love Tokyo?<\/a><\/em>, per Asian Art and Architecture, 17 dicembre 2023<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di Roberta Cavallo &nbsp; L\u2019ombra dell\u2019atomica si sente ancora. 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