Raccontare e disegnare la propria cucina e le altre: YOCCI e Ogawa Ito conversano con Gianluca Coci e Paola Scrolavezza

YOCCI e Ogawa Ito raccontano la propria cucina e le altre a NipPop 2019, conversando con Gianluca Coci e Paola Scrolavezza. Autrice di bestseller a tema culinario da cui è stato anche tratto un libro di ricette, Ogawa Ito fa spesso uso di ricette fusion nei suoi romanzi, unendo cucina asiatica ed europea.

Ma da cosa nasce questo interesse per la cucina fusion?

La cucina giapponese e la cucina italiana danno molta importanza agli ingredienti, ma anche agli accompagnamenti. Il suo primo vero incontro con la gastronomia italiana è avvenuto a Tokyo, quando ha assaggiato per la prima volta la carbonara: “Mi sono emozionata”, afferma. “Non pensavo esistessero dei piatti così buoni al mondo. È stata un’esperienza che mi ha fatto crescere.” In Giappone si trovano spesso ristoranti di cucina italiana, ma anche di cucina italiana “alla giapponese”: per questo si è interessata alla gastronomia fusion italiana-giapponese. Ad esempio, ama la pasta con il nattō, l’olio d’oliva e la salsa di soia, ed è aperta a sperimentare nuovi tipi di mix anche con tradizioni culinarie straniere.

Ogawa Ito vive in Germania dal 2017, dove ha sperimentato anche la gastronomia tedesca: in particolare, ha notato come i tedeschi siano molto interessati a mantenere la propria cultura anche culinaria, pur essendo sostanzialmente aperti a ibridazioni, ad esempio con la cucina turca, che si trova a prezzi sempre più accessibili.

E il “cibo dell’anima”, cos’è per lei? È un concetto che ha ritrovato nella tradizione culinaria europea?

In Giappone esiste il “soul food”, e la scrittrice si è molto sorpresa nel constatare che in Italia non solo non esiste un concetto analogo, ma nemmeno una vera e propria traduzione. Per lei, il soul food è un cibo di tutti i giorni, legato alla quotidianità e anche all’idea dell’ultimo cibo da mangiare prima di morire: un piatto come può essere il tamago kake gohan, il riso bianco con l’uovo.

L’interesse per la cucina, da dove nasce? Chi le ha insegnato a cucinare?

In famiglia da piccola era la nonna a cucinare per lei: “Per me la cucina di casa era quella di mia nonna, non di mia madre,” afferma. “Ho iniziato a cucinare quando volevo preparare i bentō, i pranzi al sacco, al mio fidanzato. Li preparavo facendo del mio meglio per trasmettere il gusto della cucina di mia nonna, della cucina di casa a cui ero affezionatissima.”

Oltre che attraverso la cucina, Ogawa Ito ama esprimersi attraverso la calligrafia e ama scrivere a mano. Un semplice concetto come un “grazie” può essere espresso in vari modi, con una e-mail ma anche una lettera cartacea: se scritta a mano, questa può trasmettere sentimenti particolari.

Il suo amore per la calligrafia è al centro del romanzo Ribon リボン del 2013, non ancora disponibile in traduzione italiana: nel libro, il protagonista è un pappagallo kalopsita, che viaggia e intreccia la propria storia con quelle di coloro che chiedono a lui di portare le proprie lettere. Spesso si interroga su quale sia il modo migliore di trasmettere un messaggio, a seconda del sentimento. Scrivere a pennello, oppure a matita: a seconda della scelta, il messaggio può variare. Per questo all’interno del romanzo sono presenti delle vere e proprie lettere, e l’autrice ammette di essersi rivolta a un maestro di calligrafia, chiedendogli di personalizzare la scrittura in base al personaggio. “Mi piacerebbe vedere mantenuto questo aspetto nella traduzione italiana, al fine di rendere meglio i sentimenti.”

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