Pio d’Emilia è giornalista e scrittore. Da oltre trent’anni vive e lavora in Giappone, da dove ha collaborato per varie testate italiane e straniere come Il Messaggero, L’Espresso, il manifesto, Tōkyō Shinbun, Shūkan Shinchō. Dal 2000 è corrispondente di Sky TG24 per l’Asia orientale e da quest’anno ha iniziato  collaborare con Avvenire. È stato tra i primi giornalisti a raggiungere Fukushima e sull’emergenza nucleare ha pubblicato Tsunami Nucleare (il manifesto libri), tradotto anche in giapponese e dal quale è stato poi tratto il pluripremiato docufilm Fukushima: a nuclear story, vincitore dei DIG AWARDS 2016. Per molti anni vicepresidente della Stampa Estera a Tokyo, nel 2011 ha fondato assieme al collega giapponese Uesugi Takashi l’Associazione Stampa Libera Giapponese. Dal 2010 collabora all’Ufficio Stampa del Segretariato Permanente di Nobel For Peace World Summits, che ogni anno organizza la riunione mondiale dei Nobel per la Pace. Nel 2016 ha vinto il Premio Ischia “Giornalista dell’Anno”.

Negli ultimi tempi ha allargato il suo orizzonte alla Cina, realizzando due documentari. Uno sul matriarcato del popolo Moso, nel sudest della Cina (Nu Guo, nel nome della madre), l’altro sulla cosiddetta Belt&Road:  YI DAI YI LU, la ferrovia della seta.

Nonostante l’età  e la … stazza, pratica ancora con entusiasmo alcuni sport, come tennis, sci e parapendio. Nel lontano 1982 ha giocato a tennis con il precedente Imperatore del Giappone Akihito, all’epoca principe ereditario, battendolo, in coppia con il collega Jurek Martin del Financial Times, 6-3. È uno dei ricordi indelebilmente impressi nella sua memoria.