NipPop 2019 ripropone per le giornate del festival l’emozionante spettacolo di percussioni con strumenti tradizionali.

Musica tradizionale dal Sol Levante

Quando si pensa alla musica giapponese, si pensa spesso al più moderno J-Pop vista la popolarità dei gruppi idol in tutto il mondo. Tuttavia, il Giappone ha una ricca e lunga storia in fatto di musica tradizionale e due strumenti in particolare ne sono protagonisti. Lo shamisen 三味線, uno strumento a corda, e il taiko 太鼓, cioè le percussioni. La storia di questi ultimi  spazia dalla mitologia, al teatro, alla guerra.

Uno strumento antico dalle origini misteriose

L’origine di questo strumento è ancora oggi avvolta nel mistero, a metà tra storia e mitologia. La nascita del taiko è infatti legata ad alcune leggende popolari, e probabilmente risale al periodo Kofun, nel VI secolo. La sua introduzione nel paese fu una conseguenza della forte influenza culturale di Corea e Cina, ma oggi lo strumento è un simbolo della tradizione e della storia del paese ed è popolare  non solo in Giappone, ma anche all’estero. Gli spettacoli prevedono l’utilizzo di vari tipi di tamburo, dal nagadodaiko 長門太鼓 allo shimedaiko 締め太鼓.

Taiko

La parola taiko è composta da due ideogrammi – 太 ”tai” e  鼓 ”ko” – e letteralmente significa grande tamburo. Il suono e la vibrazione di questo che è uno degli strumenti più famosi del Giappone sono in grado di scuotere il cuore dell’uomo in profondità. Spesso veniva usato in battaglia per intimorire e spaventare i nemici, ma anche per impartire ordini e coordinare gli spostamenti delle truppe. Ma la sua centralità nella musica tradizionale e nel teatro è legata all’importanza del tamburo come strumento magico-religioso.  Si pensi ad esempio al ruolo preponderante che le percussioni hanno nella musica di scena del teatro nō 能.

Religione, tecnica, cultura

Il taiko trovava spesso spazio in cerimonie religiose sia buddiste che shintoiste, una tradizione che perdura ancora ai nostri giorni: infatti è uno dei pochi strumenti che si può tutt’ora trovare nei templi e nei santuari. In passato i monaci lo utilizzavano sia nella pratica quotidiana che nelle cerimonie, ed essendo considerato uno strumento sacro solo ad alcuni ne era consentito l’utilizzo. Si riteneva che il suono del taiko rappresentasse la ”voce del Buddha” e veniva impiegato sia per accompagnare la recitazione dei mantra che nel corso di riti e danze. Le esibizioni di taiko richiedono impegno e studio poiché nulla è lasciato al caso. Alcuni movimenti o posizioni del corpo traggono ispirazione dalle arti marziali e sono fattori fondamentali per giudicare la qualità di una performance. Gli spettacoli di taiko sono guidati dai principi del buddismo zen, che regolano i rapporti tra i componenti del gruppo e con il pubblico sulla base del rispetto, della comunicazione e dell’armonia.

Varietà di strumenti

Uno dei più famosi tipi di taiko è il wadaiko 和太鼓, con la sua tipica forma a botte e la copertura in pelle a entrambe le estremità. I tamburi presentano un’ampia varietà di misure che spaziano dai 30 cm del più piccolo kodaiko fino ai 180 cm dell’ōdaiko. Con entrambi si utilizzano i bachi 撥, le bacchette. I wadaiko sono i più poplari nei matsuri 祭 e nelle feste di paese. Gli tsuzumi 鼓 invece presentano una forma a clessidra e sono generalmente più piccoli dei wadaiko, il che li rende più facilmente trasportabili. I musicisti infatti possono agganciarli al corpo con lacci o cinte, rimanendo liberi di muoversi nella percussione.

Munedaiko

munedaiko nippop 2019

Munedaiko è un gruppo di studio dedito alla pratica del tamburo tradizionale giapponese, che valorizza questo strumento per scoprire, sviluppare ed evolvere se stessi. Riconosciuto ufficialmente come collaboratore culturale dall’ambasciata giapponese in Italia, il gruppo promuove da diversi anni in Italia e in Europa l’arte del taiko. L’obiettivo di Munedaiko è quello di creare attraverso l’arte e la cultura, un ambiente che possa indirizzare sulla via della ricerca e conoscenza di sé in armonia e risonanza con l’altro. Gli strumenti e gli interessi a cui si dedica comprendono uno studio globale delle arti che va oltre alla sola visione musicale, attraverso l’arduo allenamento del corpo, per trovare la stabilità della mente e dello stato d’animo e approfondire lo spirito.

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