Ospite al NipPop 2019 Susanna Scrivo, traduttrice di manga da 14 anni, anche quest’anno è stata presidente della giuria del nostro Translation Slam. Non solo, ma ha proposto al nostro pubblico un workshop di traduzione manga.

Il mestiere di traduttore di manga

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Come anticipato da Anna Specchio (che ha introdotto il workshop), il mestiere di traduttore di manga, per quanto vincente nell’editoria, risulta a volte ancora un po’ nebuloso e sfuggente. Potrebbero esserci ancora alcuni falsi miti da sfatare, tante rose, ma anche qualche spina da togliere.

Susanna Scrivo inizia citando Neil Gaiman, autore e sceneggiatore, che qualche anno fa in un convegno ad Harvard ha parlato del lavoro da freelance. Da qui le qualità del freelancer per una carriera lunga e prosperosa e l’ABC del perfetto traduttore:

  • A come Affabilità, qualità di ogni freelancer, come anche cordialità e disponibilità, riuscire ad avere a che fare con un datore di lavoro.
  • B come Bravura e talento, e beato a chi riesce a guadagnarseli nel tempo.
  • C come Correttezza, da cui puntualità e professionalità.

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Cosa succede quando un traduttore ha tutte queste qualità? Diventerebbe dio, ma visto che è impossibile diventare un dio, di queste qualità ne bastano solo due qualsiasi per coprire anche la terza mancante. 

Le difficoltà della traduzione

Susanna Scrivo nel corso della sua carriera ha tradotto molti volumi, e pur potendo portare da ogni volume esempi di difficoltà incontrate, ha scelto tre serie diverse. La prima è una serie horror dove ha incontrato un’insidia atroce: citazioni dai rituali shintoisti in giapponese antico intraducibile. Questo tipo di difficoltà richiede prontezza per ritrovare la fonte e sapersela procurare. Susanna a Roma ha avuto accesso a dei libri tradotti  in inglese americano dal giapponese del ‘700 presso la Biblioteca dell’Istituto di Cultura Giapponese.

Una situazione simile l’ha affronatta con un manga che ha tradotto nei primi anni, manga senza furigana con molti ideogrammi. Arrivata a una pagina con poco testo, questa presentava una parte del sutra del loto in un giapponese illeggibile.

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Infine, una delle difficoltà più grandi che ha incontrato è stato tradurre le trascrizioni dall’urdu al giapponese in un manga di Jirō Taniguchi. A un certo punto si descrive una scalata sulle vette del Pakistan con una guida che parla in urdu e dice delle cose che il mangaka trascrive in katakana. Susanna nel giro di pochissimo tempo ha dovuto contattare qualcuno che avavesse studiato urdu.Dal che si evince che quello del traduttore di manga non è un lavoro in cui si può essere completamente autosufficienti. Un grande supporto, ad esempio, si può trovare nell’editor (presente al workshop l’editor Francesca Romana Guarracino), che si può accorgere di qualcosa che non va perché conosce molto bene il mondo del manga e sa vedere cosa c’è da correggere.

Inizia il workshop: Moriarty the Patriot 

Moriarty the Patriot (Yukoku no Moriarty 憂国のモリアーティ) è stato scelto dalla traduttrice appositamente per il Translation Slam di NipPop 2018. Viste le problematiche riscontrate nella traduzione, ha pensato di riproporlo per esaminarlo assieme ai partecipanti al workshop. Nominato tra i manga consigliati dai librai giapponesi come manga migliore dell’anno, ha vinto diversi riconoscimenti importanti nel 2018.

È difficile attribuire a un genere questo manga, ma si può considerarlo un bishōnen 美少年, un “manga con bei ragazzi”, un genere che appartiene alla macroarea degli shōjo 少女, rivolti tendenzialmente a un pubblico di ragazze giovani. Tuttavia, man mano che si sfoglia il manga, i contenuti, i disegni e i linguaggi non sono quelli classici e risulta piacevole anche per persone più adulte. 

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Il titolo si riferisce al personaggio antagonista di Sherlock Holmes: il manga ripropone i classici di Sherlock dal punto di vista di Moriarty con l’aggiunta di incontri e vicende interessanti. Per tradurre dal giapponese, non solo ci vuole l’ottima conoscenza della lingua, ma bisogna conoscere l’italiano ancora meglio del giapponese, e ancora di più i manga. Il linguaggio dei fumetti, come funzionano, il loro mondo, il target sono aspetti importantissimi. Quando si traduce, bisogna controllare bene accenti e ortografia, come potrebbe essere per un “sì” affermativo senza accento, in modo da rendere il manga nel modo migliore nella nostra lingua. La traduttrice ha dato il via a venti minuti nei quali i partecipanti studenti di giapponese si sono cimentati nella traduzione del manga.

Gli ultimi consigli per un’ottima traduzione

Ascoltate alcune traduzioni dei partecipanti, Susanna Scrivo e l’editor Francesca Romana Guarracino hanno controllato i lavori svolti e ne hanno approfittato per dispensare dei consigli preziosi riguardo il processo di traduzione.

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In primo luogo, fondamentale è la numerazione dei balloon, perché al volume lavoreranno editor, grafici e correttori di bozze. Visto che non è detto che tutti conoscano il giapponese, bisogna essere certi che i grafici abbiano presente a cosa corrisponda ciascun elemento nel manga. In ogni traduzione l’importante è che il contenuto sia fedele all’originale e il quanto il più possibile corretto. Un problema con cui si imbatte molto spesso il traduttore è individuare il tipo linguaggio utilizzato, il registro. 

In conclusione, le nostre ospiti hanno chiarito che il punto principale nella traduzione è il tempo. Quando si fa questo lavoro in modo continuativo e in maniera professionale, ricevendo un pagamento, è necessario essere veloci e puntuali. Ognuno trova il suo metodo, per velocizzare è importante l’assoluto controllo dei mezzi tecnici a disposizione. La pratica è la soluzione, lavorare ed esercitarsi tanto per raggiungere una velocità e una qualità accettabili. Secondo Francesca Guarracino l’organizzazione è tutto, quindi è fondamentale capire quanto carico di lavoro si riesce a gestire: meglio meno lavoro ma ben fatto. enei tempi concordati, piuttosto che una mole maggiore sforando le tempistiche di consegna e realizzando una traduzione non troppo corretta.

 

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