erotismo a la carte waiting for nippop 2019

Il prossimo incontro di #WaitingForNipPop, mercoledì 8 maggio alle 17:30 presso la Sala Convegni del Dipartimento di Lingue, Letterature e Culture Moderne, ha come temi il cibo e l’eros in Giappone e non solo.

L’erotismo, nell’immaginario globale, è uno dei temi caratterizzanti della cultura giapponese. Tra i vari fetish, numerosi riguardano l’utilizzo del cibo nelle pratiche sessuali. Si esplora così il lato oscuro del cibo, laddove diventa metafora ed espressione di paure e desideri inconfessabili, il legame sottile fra antropofagia ed eros.

Il nyotaimori 女体盛り

 

Alla lettera servire cibo su un corpo femminile, spesso citato come body sushi, è la pratica “giapponese” di servire sashimisushi sul corpo nudo di una donna sdraiata. Il nantaimori 男体盛り è invece la medesima pratica effettuata però su un corpo maschile. Si dice che abbia avuto origine nella Prefettura di Ishikawa durante l’epoca Tokugawa, con l’ausilio di una geisha a fare da modella, probabilmente per festeggiare una vittoria sul campo di battaglia. 

Nel nyotaimori tradizionale, generalmente la modella rimane distesa e non parla con gli ospiti. Il sushi è disposto su foglie sterili poste sul corpo della donna onde evitare un contatto tra la pelle e il pesce. I roll sono sistemati su punti strategici del corpo così che non possano scivolare via e cadere rovinando l’effetto di insieme. Il nyotaimori è considerato una forma d’arte, al pari di altre pratiche che coinvolgono il corpo, come lo shibari. Molto spesso come accompagnamento si servono champagne e sakè, e gli ospiti devono essere rispettosi e mantenere il decoro più severo; è sconsigliato sia parlare con le modelle, sia compiere gesti o fare commenti inappropriati. I commensali devono limitarsi a prelevare il sushi con le bacchette.

La pratica ultimamente è stata spesso definita come antiquata, umiliante, crudele e oggettificante. Il fatto che la donna sia distesa creerebbe un’associazione con la posizione – e quindi con lo stato – post-mortem, il che potrebbe essere alla base della popolarità della pratica nell’ambiente della criminalità organizzata giapponese. Il nyotaimori è stato bandito in Cina per ragioni di salute pubblica e morale, perché  proponendosi come una pratica artistica promuoverebbe di fatto il sessismo.

Antropofagofilia

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Anche detta cannibalismo per libidine o amoroso, va distinta dall’antropofagia rituale, anche se ne condivide le motivazioni psicologiche. Nel cannibalismo per libidine, il soggetto fantastica di mangiare un’altra persona o traduce in realtà la propria fantasia; entrambe le cose procurano eccitamento sessuale. La pulsione psicologica sottostante l’antropofagofilia è legata al desiderio d’incorporazione dell’altro, all’immagazzinamento delle sue energie, delle sue qualità, in modo tale che l’essenza del soggetto mangiato rimanga col e nel cannibale per il resto della sua vita. Anche nelle persone psicologicamente equilibrate, il sentimento d’amore e/o il desiderio sessuale promuovono una tendenza all’incorporazione del partner, specchio di pulsioni orali che si manifestano in frasi di carattere antropofagico.

L’oculolinctus, la parafilia che consiste nel leccare i bulbi oculari per provocare piacere sessuale, è una pratica che dal 2013 in Giappone sembra sia diventata popolare tra i giovani, che lo chiamano gankyū name purei (眼球舐めプレイ). L’oculolinctus può essere causa di congiuntivite, tracoma o infezione da clamidia a causa dei batteri scambiati tra lingua e occhio. Secondo quanto riportano alcuni siti di informazione la pratica si sarebbe molto diffusa dopo un video della band nipponica Born, che mostra una donna mentre lecca l’occhio del cantante.

Sploshing

Pratica famosissima tra le categorie di video a sfondo pornografico giapponesi, lo sploshing consiste nell’eccitamento provocato da copiose quantità di sostanze bagnate e cremose applicate sulla pelle nuda, sulla pelle o sui vestiti. Spesso si utilizzano torte, creme, schiuma da barba, gelatina o latex spalmati direttamente sul corpo  o versati all’interno dei vestiti. In Giappone lo sploshing è una pratica diffusa nei video pornografici dove i partecipanti utilizzano alimenti quali uova crude, latte, olio, cioccolato e slime. I fetish riguardanti i fluidi corporei come le feci e l’urina non sono considerati parte dei WAM (wet and messy fetishism), ma di altre parafilie quali la coprofilia, l’urofilia e l’emetofilia. I video di sploshing possono includere nudità e atti sessuali, ma spesso vedono la presenza di partecipanti interamente vestiti.

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Per quanto riguarda gli aspetti psicologici del  feticismo, non è inconsueto per i fan provare interesse per le sensazioni stimolate dai giochi sporchi tipici degli anni della formazione (3-4 anni), oppure dal risveglio  della sessualità in età puberale. Per molti, la sola rottura dei tabù provoca un senso di liberazione, quindi anche la sola posizione da voyeur ripsetto a determinate pratiche, consentita dalle piattaforme elettroniche. Ad ogni modo. il fetish si concentra sulla stimolazione sensoriale, che sia visiva o tattile. In Giappone è comune vederlo associato ad altri feticismi, visto che il wet and messy play può essere vissuto in modo passivo o dominante, per non parlare del rapporto con il BDSM e l’umiliazione della vittima. Il partner dominante infatti  infligge un danno vista la maliziosità con cui effettua la pratica.

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2 commenti su “Erotismo à la carte: storie di sushi e di Mars”

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