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Enchi Fumiko: Onnazaka – Il sentiero nell’ombra

Considerato fin dal suo apparire nel 1949 una delle opere più rappresentative di Enchi Fumiko 円地文子 (1905 – 1986), il  romanzo narra con asciutto realismo la storia, quotidiana e comune, di una moglie che il rigido codice della morale patriarcale vincola per tutta la vita a un matrimonio privo di gioia. Onnazaka è una strada secondaria, un tracciato che corre parallelo a quello principale. L’accesso al tempio shinto è in genere una scalinata imponente, maestosa. Lateralmente corre un sentiero, che si snoda con dolcezza lungo il fianco della collina, con andamento lento e sinuoso: era la via tradizionalmente riservata alle donne, un po’ nascosta, un sentiero appunto “nell’ombra”. In Enchi Fumiko questa immagine diventa metafora della condizione della donna all’interno dello ie, la famiglia tradizionale, intesa come struttura centrale dell’autorità, alveo nel quale l’intero percorso esistenziale femminile si inscrive. 

La vita della protagonista Tomo

La vita per Tomo, la protagonista,  è una lotta senza tregua, entro i confini angusti e soffocanti della convenzione, che racchiude e esclude, e piega le donne alla dura legge  della rispettabilità. Nata sul finire del periodo Edo, andata sposa poco prima della restaurazione Meiji del 1868 a soli quattordici anni, a quindici è già madre.  I suoi valori sono informati alla rigida ideologia neo-confuciana, così come propugnata da testi quali l’Onna Daigaku (1716), che asseriva la subordinazione della donna sulla base della sua presunta inferiorità intellettuale e emotiva. Alle  mogli veniva richiesto di partorire figli maschi, di educarli, di prendersi cura dei suoceri e, in generale, dello ie.

Il romanzo si apre con un viaggio di Tomo dalla residenza di Fukushima a Tokyo. L’estate è appena cominciata e il marito della donna, Yukitomo, la incarica del crudele compito di trovargli un’amante da accogliere in casa come concubina. Fin dall’inizio il ricorso alla tecnica tradizionale dell’uso delle stagioni per rendere più intensa l’atmosfera della storia, così come le descrizioni minuziose – i colori sgargianti dei kimono, le decorazioni floreali, le suppellettili della casa di famiglia – intridono l’opera del profumo caratteristico dei romanzi classici. 

Sentimenti che bruciano come la calura dell’estate avanzata

L’interesse del lettore viene indirizzato sui sentimenti e le passioni represse che si agitano nel profondo  dell’animo di Tomo: gelosia, desiderio, rancore bruciano e feriscono il cuore con la violenza dell’implacabile calura dell’estate ormai avanzata. La donna, in preda a emozioni contrastanti, conduce con sé la giovane e innocente Suga. È dilaniata dalla pietà per la fanciulla, scelta con cura all’unico scopo di soddisfare le voglie del marito, e dalla rabbia.

Nel corso degli anni a soddisfare la passione di Yukitomo per le membra lisce e  fresche delle giovani donne non basteranno né una né due concubine. La sua libidine infatti  lo porterà a sedurre anche Miya, l’affascinante e sensuale moglie del figlio. Costretta dall’indifferenza del marito a soffocare la sua pur viva sessualità, Tomo  assurge gradualmente al ruolo di matriarca: si fa carico della gestione delle proprietà di famiglia, e si prende cura delle altre donne della casa, amanti e cameriere, nonché dei figli e in seguito dei nipoti. 

In nome dello ie

Sacrifica senza ombra di esitazione bisogni e desideri alla sopravvivenza e al buon nome dello ie, sulla base di un’etica femminile che le ha insegnato a chinare il capo di fronte alla volontà del marito, per quanto irragionevole possa sembrare. Incapace di trovare una via d’uscita, fin troppo conscia della sua dolorosa situazione di totale dipendenza economica e sociale, Tomo si avvicina gradualmente al Buddismo e alla promessa di una salvezza dopo la morte.

A dispetto della sua determinazione a sopravvivere al marito, la sua vita di sofferenza giunge prematuramente alla fine – e non a caso il malore la coglie nel cuore dell’inverno, sotto la neve, mentre sale faticosamente verso casa dopo aver posto rimedio agli errori di uno dei nipoti, fin troppo simile al nonno. Dal suo letto di morte tuttavia trova la forza di gridare il proprio dolore. Il suo credo buddista vuole che in assenza di un funerale appropriato lo spirito del defunto ritorni a tormentare i vivi. E Tomo chiede che il suo corpo venga gettato in mare. La voce si compiace della violenza di quella parola –  “gettare” – ossessivamente ripetuta per assaporarne meglio la forza, e rivela la ferma intenzione di barattare la salvezza con la possibilità di tornare, irrequieto fantasma in cerca di vendetta. 

Mentre fuori scende la neve

Il romanzo si chiude così, mentre fuori scende abbondante la neve: ma neanche il freddo dell’inverno può estinguere il fuoco accesosi tanti anni prima, sotto la canicola estiva, a Tokyo. Il  marito è attonito: naturalmente non può permettere che il corpo della consorte venga gettato in mare, eppure quelle semplici parole bastano a spezzare la sua arroganza e a cambiarlo per sempre. Per la prima volta la moglie remissiva si è strappata dal viso la maschera della compostezza che ha portato per tutta la vita, denudando la sua indicibile sofferenza, lunga quanto i lunghi anni del suo matrimonio. 

Le opere di Enchi Fumiko

Sebbene Enchi Fumiko avesse dichiarato in Tōkyō no tsuchi (La terra di Tokyo, 1959) che  le sue opere non erano shishōsetsu (romanzo dell’io), più tardi affermerà che per lei l’arte nasce solo dalla realtà della vita quotidiana. D’accordo con Satō Haruo, infatti, ritiene che  un romanzo sia un insieme di bugie che affondano le radici nella realtà. I suoi lavori derivano la propria forza dalla capacità di creare a partire dall’esperienza, sia essa vissuta o appresa tramite la lettura, un mondo fittizio popolato da personaggi assolutamente credibili, che esprimono conflitti e desideri senza tempo. 

Opera di fiction, dunque, Onnazaka trova il centro della propria ispirazione nell’amore profondo di Enchi per le donne della sua famiglia – e in particolare per la nonna: come lei stessa ha più volte dichiarato, il romanzo racchiude il segreto delle donne Meiji, un fiume di voci scivolate nelle sue pagine a dare respiro e profondità alla narrazione. 

La salita delle donne

“La salita delle donne” è in realtà “il destino delle donne”, che l’autrice immagina come una lunga, faticosa ascesa verso il nulla. Per quanto Onnazaka sia strutturalmente organizzato, nel suo sviluppo narrativo piuttosto lineare, attorno alla vicenda  della coppia costituita da Tomo e Yukitomo, il vero nucleo centrale sono i rapporti che si intrecciano fra le figure femminili, ognuna in vario modo vittima di un sistema sociale che le rende prigioniere.

La protagonista può solo servire il marito, a meno di abbandonarlo; la prima concubina, Suga, arrivata in casa quando era ancora quasi una bimba, non ha potuto sviluppare il carattere necessario anche solo per immaginare una vita diversa. A dispetto della gelosia e delle inevitabili ingiustizie che nascono dalla rigida gerarchia che definisce i ruoli di moglie, concubina o serva, fra le due donne si sviluppa una sorta di cauta familiarità. E paradossalmente è Tomo, la moglie ufficiale, a soffrire maggiormente di un desiderio d’affetto frustrato. Donne che avrebbero dovuto essere rivali si ritrovano unite dalla dipendenza economica e sociale da Yukitomo, e da una sorta di rabbia inespressa che si accompagna a un divorante senso di solitudine e di vuoto. La  matriarca della famiglia acquista nel corso del racconto una sempre crescente forza interiore, che scaturisce dalla ferrea volontà di sopravvivere ai tradimenti e ai ripetuti traumi emotivi. 

Donne unite contro il patriarcato

Si potrebbe dire che Enchi Fumiko qui utilizza il paradigma narrativo del monogatari classico che traccia la storia di una famiglia attraverso gli anni, attuando però un audace rovesciamento di uno degli elementi tipici, il motivo  della vendetta dello spirito geloso sulle rivali. In Onnazaka le donne sono unite dalla loro stessa posizione subordinata, e la loro rabbia è diretta non contro le altre, ma contro il patriarca e contro quel sistema che è il principale responsabile delle loro sofferenze. In questo schema il narratore sembra avere la funzione – impersonale – di tratteggiare il clima politico sociale dell’epoca – di cui Tomo, relegata fra le pareti domestiche, sembra  per lo più ignara – precisando l’ambientazione storica e proiettando di conseguenza il problema di un matrimonio umiliante a una rassicurante distanza.

Per quanto infelice la vita di Tomo sia stata, il testo sembra in effetti suggerire che si tratti di una situazione che appartiene al passato. In realtà la produzione successiva della scrittrice dimostra piuttosto il contrario: le sue protagoniste infatti si confronteranno con problematiche spesso analoghe – un matrimonio segnato dall’infelicità in un mondo che concede all’uomo ogni libertà e condanna la donna a reprimere le proprie pulsioni sessuali, in nome di un presunto superiore dovere verso la famiglia, impostole dalla società e stoicamente accettato. Nelle sue opere Enchi ha indagato le condizioni fisiche, economiche, sociali e emozionali della vita delle donne di ogni epoca, per rivelarne la parte più intima, segreta, nascosta, dando voce a chi è stata per troppo tempo costretta al silenzio. 

enchi fumiko onnazaka waiting forn nippop 2019 locandina

(Paola Scrolavezza, da Letteratura giapponese. II. Dalla fine dell’Ottocento all’inizio del terzo millennio, a cura di Luisa Bienati, Einaudi, Milano 2005)

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