Emotion for Change – performance @Teatro del Baraccano

Domenica 19 maggio, alle 15:00, presso il Teatro del Baraccano, torna la musica di Sara Michieletto e Giorgio Schiavon, che presenteranno una speciale versione di Emotion for change, un progetto musicale unico, nato dal desiderio e dalla volontà di suscitare consapevolezza in merito al cambiamento climatico e al riscaldamento globale, in seguito alla conferenza di Parigi “COP 21”, alle Nazioni Unite, nella quale è stato raggiunto un accordo per mantenere il riscaldamento globale sotto i 2 gradi Celsius. Il progetto è cresciuto, declinandosi ad abbracciare ed accogliere momenti e realtà diverse, locali, nel comun denominatore rappresentato dalla profonda e condivisa sensibilità per il rapporto che unisce l’uomo con l’ambiente.

Dalle parole di Sara Michieletto

É molto difficile cambiare l’opinione di qualcuno quando essa è formata – racconta Sara Michieletto, anima dell’iniziativa –  anche se capiamo razionalmente una teoria, ciò non ci induce a modificare le nostre abitudini. Quanto sta accadendo con il cambiamento climatico ne è una evidente conferma: gli scienziati seguitano a ripeterci da molto tempo che i nostri stili di vita sono insostenibili, eppure, nonostante comprendiamo la gravità delle conseguenze di quello che facciamo, difficilmente adottiamo scelte per mitigare l’impatto delle nostre azioni.

È dimostrato che gli esseri umani sono più inclini a cambiare i propri comportamenti se sono toccati nel sentimento. L’arte, e la musica in modo particolare, hanno la capacità di emozionare. È per questo che nasce il nostro progetto. Per provare a toccare l’animo di ciascuno di noi, suscitando emozioni diverse, e dare impulso al cambiamento delle abitudini.

Il percorso emozionale di Emotion for Change

E in effetti, il concept musicale che Sara ha sviluppato mira a trasportare gli ascoltatori lungo un arco emotivo tripartito che passa dall’ascolto della natura neutra (brani meditativi e descrittivi), alla constatazione della nuova era nella quale viviamo ovvero l’antropocene (brani frenetici, angoscianti, di separazione), al desiderio e alla speranza di mitigare le drammatiche conseguenze delle abitudini incoscienti, grazie alle piccole azioni di tutti (brani di “conversione” e sorridente dinamismo).

Ma se il percorso emozionale del concerto Emotion for Change rimane immutato, muta invece la scelta dei brani, dipendentemente dal luogo che lo ospita. Il messaggio chiave è: iniziamo a fare il necessario, poi ciò che è possibile e ci troveremo così a fare l’impossibile. Infatti le piccole azioni ed i piccoli gesti quotidiani trasformano il mondo, se siamo in tanti a compierli.

Un aiuto concreto

Per offrire suggestioni dei problemi ambientali concreti che toccano la quotidianità degli ascoltatori gli artisti invitano di volta in volta a partecipare alla performance uno scienziato o un esperto che durante l’apice drammatico musicale prende la parola e racconta in termini scientifico-poetici gli scenari futuri che i cambiamenti climatici opereranno nello specifico territorio. E dalla presa di coscienza (la natura e noi esseri umani non siamo separati) si passa all’empowerment: ognuno di noi può realizzare qualcosa di importante.

Alla fine di ogni performance, come segno di piccola azione concreta che ognuno di noi può fare da subito, vengono distribuiti semi di un albero autoctono o di fiori che piacciono alle api (grazie alla collaborazione con Ecor-NaturaSì) a ogni ascoltatrice e ascoltatore: giovani, vecchi, bambini. Perché piantare e far crescere una pianta è un esercizio di responsabilità verso un essere vivente ed è l’azione più efficace in assoluto contro il cambiamento climatico.

Emotion for Change ha suonato in Indonesia, Bosnia Erzegovina, Algeria e molte città italiane, oltre che in numerose scuole (soprattutto scuole secondarie di primo grado).

Da poco è uscito il primo CD, intitolato semplicemente Emotion for Change.

Il valore della frutta

A introdurre Emotion for Change a NipPop 2019 – #FoodPop: Giappone da gustare, Giancarlo Colelli e Maurizio Prosperi del Dipartimento di Scienze Agrarie, degli Alimenti e dell’Ambiente dell’Università di Foggia.

Partendo dalla definizione di valore dei prodotti ortofrutticoli in diverse accezioni (economico, edonistico, nutrizionale, sociale) affronteranno diversi temi nell’ambito della catena del valore (produzione, disponibilità, consumo, sicurezza, impatto ambientale, sprechi e perdite) facendo ampio uso di esempi attingendo sia alla realtà italiana/europea, che alla realtà nipponica. Per offrire inediti spunti di riflessione e, magari, sfatare qualche luogo comune.

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