La dolce arte

Definire la cucina giapponese un’arte non è un azzardo. Se qualcuno avesse dei dubbi, questi sparirebbero del tutto con un piccolo assaggio delle dolci prelibatezze tradizionali della terra del Sol Levante. Colorati e dalle forme più aggraziate, i dolci giapponesi, i wagashi (和菓子), stuzzicano il palato dei golosi di tutte le età e sono una goduria per gli occhi degli appassionati di pasticceria o di chi non vede semplicemente l’ora di provare qualcosa di diverso.

Dolci assaggiatori occidentali, non aspettatevi la tipica torta soffice o una sfoglia con crema. La maggior parte di quello che troverete in Giappone sono dolci dalla consistenza strana, spesso gommosa, ma non per questo meno gradevoli al gusto!

Le origini della “dolcezza” nipponica

Le origni dei wagashi risalgono al periodo Yayoi  (300 a.C.-300 d.C.), quando la parte dolce dell’alimentazione era costituita da frutta fresca, frutta secca e bacche. Durante il periodo Nara (710 – 794) il Giappone subì l’influenza della Cina per quel che riguarda la diffusione del buddhismo, del tè e anche dei dolci. Si svilupparono infatti, a partire da questo periodo le tecniche di lavorazione dei dolci a base di farina di riso, componente fondamentale della pasticceria nipponica. La disponibilità di zucchero tuttavia era scarsa e venivano utilizzati altri tipi di dolcificanti. Ma durante l’epoca Muromachi (1336-1573) il Giappone stabilì dei contatti commerciali con i portoghesi e lo zucchero entrò a far parte degli ingredienti di uso comune.

Inizialmente i dolci erano considerati un lusso che potevano permettersi solamente le persone di rango elevato come l’imperatore e i membri dell’aristocrazia, ma durante il periodo Edo (1603-1868) l’arte dei wagashi si diffuse velocemente fra la popolazione. Solitamente venivano serviti durante la cerimonia del tè con una tazza di matcha, l’infuso di tè verde, e le forme che i pasticcieri modellavano erano ispirate alla natura e alle stagioni.

Varietà di wagashi

I dolci tradizionali giapponesi sono poco zuccherati e gli ingredienti utilizzati sono principalmente di origine vegetale come, ad esempio, la farina di riso, i fagioli rossi azuki (小豆) o un amido ricavato dal kuzu, una pianta rampicante originaria dell Asia orientale. Solitamente si presentano come piccole monoporzioni pensate per accompagnare la cerimonia del tè e ne esiste una fantasiosa varietà.

Scopriamo i più deliziosi.

Mochi

Dolce tipico del capodanno giapponese, ma ormai consumato quotidianamente, il mochi (餅) è a base di riso glutinoso ed è caratterizzato da una pasta morbida, precedentemente pestata e modellata in una piccola sfera. La preparazione avviene in un mortaio secondo una laboriosa cerimonia (mochitsuki) e necessita di due persone, una che pesta il composto e l’altra che lo mantiene umido.

Daifuku

Questo dolcetto ha come base la pasta del mochi ma nasconde al suo interno ripieni fatti di marmellata di fagioli rossi (anko), di frutta intera o di miscele di frutta che lo rendono ancora più delizioso.

 

Anmitsu

Dolce tradizionale a base di frutta realizzato facendo sciogliere in acqua l’agar, un gelificante naturale derivato dalle alghe rosse. Si presenta in forma di cubetti di gelatina serviti solitamente con marmellata di fagioli rossi, piselli lessati, frutta e il mistu, sciroppo di colore scuro, da cui questa prelibatezza riprende il nome.

Dango

Tipicamente serviti infilzati in un bastoncino, questi graziosi dolci sono piccole polpette di riso aromatizzate in diversi modi. Ogni tipo prende un nome differente a seconda del diverso condimento (farina di fagioli rossi, tè matcha, ecc.). Il più famoso è il bocchan dango, che si presenta con tre palline di differenti colori.

Manjū

Originario della Cina, il manjū (まんじゅう), più che un dolce, sembra essere una graziosa statuetta decorativa di farina, polvere di riso e grano saraceno cotta al vapore. Se ne trovano infatti di numerose forme che richiamano la natura e gli animali, tanto che risulta difficile pensare che siano prelibatezze da mangiare. Ma basta un morso per trovare la dolcezza del tipico ripieno di fagioli rossi!

Dorayaki

E’ impossibile scordarsi del soffice dolcetto di Doraemon! Il dorayaki (どら焼き) è fatto da due specie di pancake farciti con anko, la marmellata di fagioli rossi. Risulta meno elaborato o colorato di altri dolci giapponesi ma rimane comunque diffusissimo e apprezzato da persone di tutte le età.

 

Taiyaki

Tortino dalla curiosa forma di pesce con al centro un ripieno di pasta di fagioli, crema o cioccolato, il taiyaki (たい焼き), letteralmente “orata al forno” aspetta solo di essere pescato dai più golosi!

 

Dolce famiglia

Un omaggio alla tradizione dei wagashi si può ritrovare nella visual novel Clannad, ascoltando la canzone della ending dal titolo Dango Daikazoku (だんご大家族), “La grande famiglia Dango”.  È la canzone della protagonista Nagisa Furukawa, che ripropone più volte il tema, cantandola lei stessa, creando l’immagine spensierata di una grande famiglia di dango, dolce e unita come i nostri dolcetti sul bastoncino.

 

 

 

 

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