Arriva Reiwa. Da esseri divini ad apolidi: gioie e dolori della famiglia imperiale giapponese, con Pio D’Emilia e Stefano Carrer

L’inizio di maggio 2019 ha segnato un momento storico nella storia del Giappone, con l’abdicazione dell’Imperatore Akihito e l’inizio della nuova era Reiwa. Ne parliamo a NipPop 2019 con Pio D’Emilia e Stefano Carrer.

L’abdicazione di Akihito

Pio d’Emilia, giornalista e yamatologo, ha vissuto in prima persona non solo la recente ascesa al trono del nuovo imperatore Reiwa, ma anche il passaggio dall’era Shōwa all’era Heisei, nel 1989. “Erano altri tempi” dice il giornalista. “è stato un passaggio avvertito con soddisfazione dal popolo giapponese, quasi sentito come una sorta di chiusura dei conti con il passato”. A differenza dell’ultimo periodo di transizione, che lasciava alle spalle il periodo postbellico, dominato da un imperatore controverso, per la prima volta il Giappone vede l’ascesa di un nuovo imperatore in maniera leggera, molto più allegra e condivisa. I giapponesi hanno vissuto questo passaggio con entusiasmo e hanno accolto positivamente il desiderio dell’imperatore Akihito di abdicare, desiderio accolto dopo oltre due anni. Fino alla recente Costituzione postbellica, l’imperatore era ritenuto un essere divino. “Ma adesso si è trasformato in apolide: cioè senza documenti.” afferma Pio d’Emilia. Se una casata reale in Europa ha sia diritti che doveri, i reali giapponesi sono quasi veri e propri ostaggi del proprio nome. Non c’è nessuna forma di solidarietà, vi è tanto amore ma nessun aiuto concreto. “E dunque possiamo parlare di vera e propria violazione di diritti umani nei confronti della casa imperiale giapponese?”

“Il tema è complesso” aggiunge Stefano Carrer. Il ruolo dell’imperatore è anche quello di simbolo, ma dietro l’abdicazione del tennō vi sono anche timori di non riuscire ad assolvere il proprio compito istituzionale, e la preoccupazione della percezione generale della figura di padre, e di non essere stato abbastanza presente per il figlio. Akihito ha fatto molto per alimentare la sua figura di imperatore “umano”, lontano dal carattere divino degli imperatori precedenti. È un elemento che, secondo Stefano Carrer, si notava anche nel suo atteggiamento restio ad apprezzare le grandi parate militari.

Il Giappone oggi

È importante notare anche come i giapponesi, in una situazione sempre più simile alla nostra, vanno sempre meno a votare e percepiscono con maggiore diffidenza le notizie dei media tradizionali, a partire dalle grandi testate giornalistiche. Oggi impera internet, e i giapponesi si informano tramite social media. Il Giappone è un paese dove convive la generale stima per la propria casa imperiale, ma che allo stesso tempo non vuole dimenticare le grandi parate militari che si svolgono nell’agosto di ogni anno.

 

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