Worker Bee Inc. ha spiegato al pubblico di NipPop 2018 – Borderlands: A-tipico Giappone cosa significa localizzare un videogioco in Giappone.

Worker Bee è un’azienda che si occupa di localizzazione e distribuzione di videogiochi stranieri per il mercato giapponese. Fondata nel 2003 a Tokyo, i suoi rappresentanti hanno come obiettivo trovare e portare sul mercato giapponese giochi interessanti. Hanno all’attivo collaborazioni con partner europei francesi e tedeschi ma anche con partner internazionali cileni e russi. Tuttavia, durante la loro prima volta, si sono mostrati interessati soprattutto a giochi indie.

Ci hanno raccontato quali sono le principali caratteristiche del mercato videoludico giapponese: le piattaforme che hanno maggior successo nella terra del Sol Levante sono Android e iOS mentre in maniera minore console e computer. I dati di distribuzione raccolti negli ultimi anni dimostrano che tra le principali console si contano: Nintendo Switch, 3DS e Playstation 4. Esistono inoltre piattaforme di digital delivery simili a Steam, poco utilizzato in Giappone, ma riservate al pubblico nipponico.

I generi di maggior successo sono: freemium game – giochi gratuiti con microtransazioni – puzzle game, creating towns game, gatcha game e «giochi ad alto contenuto di originalità». Secondo i rappresentanti:

I videogiocatori giapponesi sono per lo più casuali e prediligono giochi immediati e facili da comprendere, fruibili in modalità verticale su smartphone durante gli spostamenti su mezzi pubblici. I consumatori spendono cinque volte tanto per mobile games rispetto ai consumatori esteri.

Alcuni giochi che hanno riscosso un successo enorme nel resto del mondo sono stati un fallimento in Giappone:

Nonostante una campagna di marketing per promuovere il gioco, l’insuccesso di Angry Birds è imputabile al character design e alla mancanza di adattamento della modalità di gioco: tradurre solo i testi non è sufficiente, le icone vanno spiegate per rendere il gioco più intuitivo. La scelta del font potrebbe inoltre risultare non chiaro e andrebbe scelto in base al genere. Anche la storia a volte mostra alcune discrepanze rispetto al prodotto originario e i personaggi vengono rivisitati: i piccoli dettagli vanno tenuti di conto, come l’interfaccia utente e l’icona. Il simbolo del check viene trasposto nel suo equivalente giapponese e anche le icone vengono spiegate inserendone il significato.

Per esportare giochi giapponesi all’estero, risulta necessario conoscere la cultura d’origine e quella d’arrivo, perché localizzare un videogame è un processo complesso, nei confronti di qualsiasi paese. Gli esponenti di Worker Bee ci hanno confessato però di come paesi più vicini a loro, come Cina, Taiwan e Corea, risultano paradossalmente a volte i più difficili con cui confrontarsi: molti giochi sono radicati nella loro cultura e localizzarli in Giappone risulta difficile.