IL CROSSDRESSING SULLA SCENA INGLESE, DA SHAKESPEARE A LITTLE BRITAIN

a cura di Gino Scatasta

11 APRILE, ore 19:00 

La confraternita dell’uva // Libreria – Café – Wine Bar

Via Cartoleria 20/B – Bologna

La pratica del crossdressing ha una lunga tradizione sulla scena teatrale inglese e in generale nel campo dell’entertainment. Nel teatro elisabettiano la carriera di attrice era proibita alle donne, quindi i ruoli femminili venivano generalmente ricoperti da ragazzi fra i tredici e i diciannove anni. Nelle sue opere, Shakespeare fa un uso creativo di questa necessità teatrale, facendo sì che alcuni dei suoi personaggi femminili (interpretati da ragazzi) si travestano sulla scena da ragazzi o da uomini, creando situazioni comiche ma soprattutto sessualmente ambigue. L’era vittoriana è sempre stata considerata il trionfo dell’ipocrisia borghese, anche se le forme di intrattenimento popolare quali il music-hall mostravano un interesse esplicito per la sessualità e il travestitismo era una parte fondamentale degli spettacoli: esemplare è il caso di Vesta Tilley, una delle attrici più note e pagate fra fine Ottocento e inizio Novecento, specializzata in ruoli maschili. Saranno poi due sketch comedies televisivi a recuperare la tradizione del music hall vittoriano e a fonderla con la nuova morale sessuale che, a partire dagli anni Sessanta, aveva iniziato a mettere in discussione le identità sessuali tradizionali: i Monty Python con il loro Flying Circus e Little Britain di David Walliams e Matt Lucas.