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A NipPop 2018 Samuel Spano ci racconta di Nine Stones

NipPop 2018 si concentra su uno dei temi più attuali in Giappone e non solo: il dilagare dell’ibridazione – culturale, etnica e identitaria – in un contesto in cui la globalizzazione, con la fluidificazione dei confini nazionali e culturali e lo sviluppo delle tecnologie della comunicazione che ne sono le pre-condizioni, ha ormai evidenziato come distinzioni nette, divisioni e frontiere non siano più così chiaramente definibili. L’ibridismo popola i margini di ogni cultura, senza sottostare al controllo di alcun centro, senza seguire le regole del gioco. È il regno del queer inteso come eccentrico: fuori dal centro, e quindi sinonimo di consapevole resistenza allo stereotipo, di libertà di scelta.

Samuel Spano è nato a Sassari nel 1983 e inizia la sua carriera come illustratore e colorista nel campo dell’animazione con una fruttuosa collaborazione con Rainbow CGI per i film Winx – il segreto del regno perduto e Winx – Magica avventura e I gladiatori di Roma. Cattura l’attenzione degli appassionati online con il serial Nine Stones che viene poi pubblicato da Editoriale Cosmo, riscuotendo un grande interesse.

È il primo autore dichiaratamente transgender del fumetto italiano, ha pubblicato anche Agata e il Birch, graphic novel scritta da Davide La Rosa.

A NipPop 2018 Spano ci racconta di come Nine Stones è un fumetto nato sul web per l’esigenza di non avere nessun vincolo editoriale di direzione. Allo stesso tempo questo format gli ha permesso di sperimentare sui lettori provocando loro varie sensazioni: ogni mercoledì, sulla pagina Facebook ufficiale, vengono pubblicate sei pagine che hanno lo scopo di “torturarli”, sentimento del tutto estraneo ai lettori dell’edizione cartacea. Internet è quindi una componente vitale del progetto e non è solo una piattaforma che fornisce contenuti gratuitamente; l’intento è anche dimostrare che nonostante un prodotto venga fornito in questo modo è possibile avere un riscontro economico. Nine Stones è una trilogia pensata come le stagioni di una serie tv: finita la prima stagione – il primo volume – l’art book prosegue la narrazione.

Affiancate alla pagina ufficiale italiana esistono una pagina brasiliana su cui son i fan stessi a tradurre, e altri social stranieri. La versione inglese è adattata, non solamente tradotta, e viene rilasciata ogni due settimane su tapas, gratuitamente; il successo internazionale testimonia la potenza di questa opera visto che non è così comune per prodotti italiani del genere godere di una fama tale.

L’editore che successivamente ha scelto di pubblicarlo è stato coraggioso per via dei contenuti e del genere del fumetto che potrebbe essere definito horror, thriller psicologico. Il fumetto fa parlare di sé dalla sua pubblicazione ed è attualmente in ristampa; l’edizione deluxe presenta una copertina diversa e contiene scene inedite, sessualmente più esplicite.

I protagonisti sono omosessuali e spacciatori di droga; la storia inizialmente segue il topos dell’omosessualità non accettata ma in realtà cela anche altro. La mafia è il principale ostacolo alla loro sessualità così come il concetto del potere maschile. Nell’immaginario comune un uomo può essere violento ma una donna no, tuttavia anche loro sono altrettanto oscure: bisognerebbe quindi andare oltre i confini superando gli stereotipi e le barriere che vengono socialmente e culturalmente imposte dal genere.

È un fumetto violento che contiene scene sadiche: la prima esperienza sessuale dei protagonisti non è classica notte di nozze, fanno tutto ciò che si potrebbe fare di sbagliato e di cui si pentono successivamente, la violenza non è solo fisica ma anche psicologica. Spano ci ha confessato che il proprio sadismo viene espresso nei suoi disegni e la paura del giudizio perché aveva queste fantasie, soprattutto nei confronti delle donne (allora lo era), aveva paura lo giudicassero quanto tale. La scelta di questo tema è stata dettata anche dalla predilezione dell’artista per l’horror, il gore: data la sua ipersensibilità ed emotività il disegno rappresenta l’esorcismo delle proprie paure, gli consente di esprimere ciò che lo spaventa, e probabilmente è proprio il fatto di impressionarsi in prima persona che gli permette di creare un lavoro del genere. L’angoscia, la rabbia e la frustrazione causate dalla disforia di genere venivano sfogate nel disegno e sono proprio gli elementi che lo deluderebbero di più, che gli farebbero paura ad essere inseriti nella storia. In questo modo lui, come i lettori, si abbandonano ai sentimenti che riescono a essere in seguito metabolizzati.

Samuel Spano ci ha confessato che proprio la disforia di genere gli ha causato angoscia, rabbia e frustrazione, sfogate nel disegno. I personaggi di Nine Stones esprimono infatti a livello emozionale ciò che lui aveva represso. Lui si è sempre identificato in personaggi maschili omosessuali e, nelle sue parole, il proprio orientamento sessuale non necessariamente deve corrispondere alla propria identità di genere.

Samuel Spano sarà a NipPop 2018 anche il 19 e il 20 maggio.